Piatti su Sinner: "Come qualità è vicino a Nadal, ma ecco cosa serve per crescere"



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Piatti su Sinner: "Come qualità è vicino a Nadal, ma ecco cosa serve per crescere"

La sfida contro Rafael Nadal ha mostrato al mondo ancora una volta le grandi potenzialità di Jannik Sinner. Il giovanissimo talento italiano è stato avanti ed ha servito per il set nel primo set dell'incontro, poi un po' di emozione e la leggendaria tenacia del fenomeno spagnolo hanno portato Nadal a sovrastarlo e Rafa si è qualificato alle semifinali con il risultato di 7-6;6-4;6-1.

Il coach di Jannik, Riccardo Piatti, è stato intervistato ai microfoni del Corriere della Sera raccontando aneddoti sul giovane talento e cosa serve al ragazzo per migliorare e competere a grandi livelli.

Le parole di Riccardo Piatti su Jannik Sinner

Riccardo Piatti ha iniziato raccontando il primo momento in cui ha visto le capacità del giovane ragazzo di San Candido.

Ecco le sue parole: "La prima volta lo vidi a un torneo giovanile di Milano. Un bambino tutto rosso che veniva a rete, comandava il punto, lo perdeva e ripartiva con la stessa determinazione, come nulla fosse. Uno spettacolo.

Non sapevo neanche come si chiamasse. Perse facile contro un ragazzo più grande di lui. Quando un paio d’anni dopo me lo portarono a Bordighera, mi ricordai di lui, e mi chiesi come si poteva fare per adottarlo, tennisticamente, si intende…"

Nel corso dell'intervista Piatti ha analizzato il match contro il dodici volte campione a Parigi affermando: "La sfida contro Rafa ci insegna che ormai è vicino come qualità, ma ancora lontano come conduzione della partita nei momenti importanti.

Una cosa normale per un ragazzo che ha giocato pochissimi match a questo livello. Jannik deve migliorare molto con il servizio e sui cambi di ritmo all'interno dello scambio, il mio compito è aiutarlo a crescere e tirare fuori il meglio"

Grazie ai Quarti di Finale raggiunti qui a Parigi Sinner ha raggiunto il suo Best Ranking e si è inserito nella Top 50 al mondo. In questo finale di stagione proverà a migliorare ancora di più la sua classifica ricordando che ad inizio 2019 (e calcolando i 5-6 mesi di stop causa pandemia) questo giovane ragazzo era fuori dai primi 500 al mondo.