Andrey Rublev: "Il caso Zverev? È vero che non ci controllano la febbre"



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Andrey Rublev: "Il caso Zverev? È vero che non ci controllano la febbre"

Dal nostro inviato a Parigi - Pur essendo uno dei giocatori più in forma del circuito, in pochi avrebbero immaginato che Andrey Rublev si sarebbe qualificato per i quarti di finale del Roland Garros. Il motivo non è legato al suo rendimento sulla terra battuta, visto che il russo ha appena vinto il titolo ad Amburgo, ma al pessimo esordio contro Sam Querrey.

Sotto di due set e un break, il teenager moscovita non si è dato per vinto e ha rimontato un match quasi perso. Da lì in poi, il numero 13 del seeding ha eliminato nell’ordine Alejandro Davidovich Fokina, Kevin Anderson e Marton Fucsovics.

Rublev: "Ecco cosa ne penso del caso Zverev"

“Mi sento molto bene e ho la percezione che con il passare degli incontri il mio livello cresca ulteriormente. Sono soddisfatto di come sta andando questa stagione.

Il mio prossimo avversario sarà Stefanos Tsitsipas, che ha giocato il mio stesso numero di partite e ha avuto lo stesso tempo di riposo. Quando arrivi nei quarti di finale di uno Slam significa che il tuo livello è stato elevato per tutto il torneo.

Spero solo di continuare in questo modo e di avanzare ancora qui a Parigi” – ha dichiarato Rublev, prima di scendere nel dettaglio del suo match con Tsitsipas. “Siamo arrivati tutti e due a Parigi dopo una tremenda battaglia ad Amburgo.

Entrambi abbiamo sofferto parecchio al debutto, ma siamo riusciti a venirne fuori. Mi aspetto una partita molto simile a quella di una settimana fa. Dovrò esprimere il mio miglior livello se voglio battere un giocatore di tale qualità.

Sono sicuro che sarà una grande partita” – ha spiegato. Andrey ha vinto il Roland Garros da junior: “A quel tempo non mi sentivo un professionista. Ero un bambino che faceva tante cose stupide sia dentro che fuori dal campo.

Adesso affronto i tornei in maniera diversa, ma devo ammettere che quel periodo mi è servito”. Non poteva mancare una domanda sul caso Zverev, sceso in campo ieri contro Jannik Sinner nonostante avesse 38 di febbre la sera prima.

“Non so che tipo di misure siano state attuate con Sascha. L’unica cosa che posso dire è che quando sono arrivato a Parigi mi hanno fatto un test, quattro giorni dopo ne ho fatto un altro e mercoledì ancora uno.

L’ultimo che ho eseguito è stato ieri. Da quando sono a Parigi, avrò fatto tre o quattro test in totale. Quando esco dall’hotel non mi controllano la temperatura, non so se succede solo a me o anche al resto dei giocatori” – ha concluso.