Tsitsipas racconta: "A Roma ho compreso l'importanza di mio padre, è stata dura"



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Tsitsipas racconta: "A Roma ho compreso l'importanza di mio padre, è stata dura"

Il debutto di Stefanos Tsitsipas al Roland Garros è stato allo stesso tempo emozionante e quasi da batticuore. Il talento greco ha subito la tensione e le condizioni difficili visto il suo arrivo poco prima da Amburgo (dove ha disputato la finale) ed è stato costretto a rimontare da sotto due set a zero contro il giovane spagnolo Jaume Munari.

Al termine del match Tsitsipas ha raccontato le sue impressioni.

Le parole in conferenza stampa di Stefanos Tsitsipas

Parla così il giovane tennista: "È successo che ho trovato io mio tennis solo nel terzo set, direi un po' in ritardo ma devo dire che sentivo di essere in controllo anche quando ero sotto due set a zero.

Nel terzo set, appena ho capito del cambiamento del mio tennis, ho capito che potevamo vincere. Le ultime settimane sono state difficili visto alcune sconfitte diciamo insolite, ma ad essere onesti, sto provando ad imparare da queste sconfitte, voglio uscirne più forte e lasciare tutto dietro.

All'inizio non so il vero motivo per cui non mi sentivo a mio agio, ma qualcosa mi sembrava sbagliato. Le condizioni qui sono molte diverse rispetto ad Amburgo: dopo un buon inizio, ho staccato subito la spina nel primo set e sicuramente le cose non andavano più nel verso giusto.

Era folle quello che stava succedendo in campo, non riuscivo a trovare nessuna soluzione ma fortunatamente dopo un po' sono riuscito a trovarle, riflettendo sul da farsi. Alla fine ho sistemato le cose e sono andate per il meglio.

Roma? È stato difficile non avere mio padre li, la separazione è dura e credo che era la prima volta da quando avevo 12 anni che mio padre non assisteva ad un mio match. Sentivo che mancava qualcosa e penso che per ogni tennista sia fondamentale sentirsi a proprio agio.

Ora apprezzo ancora di più il fatto di avere mio padre al mio fianco, lui è il mio braccio destro e mi fa sentire importante quando sono in campo e nella mia vita quotidiana" Chiudendo su un possibile psicologo per l'aspetto sportivo Tsitsipas chiude: "Mio padre è quello, è come un coltellino svizzero ed ha diversi ruoli accanto a me.

A volte sono duro quando sono in campo con lui, ma sto cercando di cambiare la situazione. La nostra relazione è unica e speciale, lui per un certo periodo era anche il mio preparatore atletico. Mi piace avere mio padre intorno, a volte penso che si stressi troppo per il tennis, ma alla fine cerco di evitare sta cosa e andare avanti"