Le dichiarazioni di Matteo Berrettini dopo l'esordio vincente a Parigi



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Le dichiarazioni di Matteo Berrettini dopo l'esordio vincente a Parigi

Matteo Berrettini ha iniziato il Roland Garros nel migliore dei modi ed in poco più di un’ora e mezza si è liberato con il punteggio di 6-3, 6-1, 6-3 di uno spento Vasek Pospisil. Il tennista canadese ha vinto una solo partita sulla terra battuta nel circuito maggiore e le condizioni di gioco della 119ª edizione dell'Open di Francia di sicuro non lo hanno favorito, ma si è trattato comunque di un test importante per l’azzurro.

Le parole di Matteo Berrettini dopo la vittoria su Pospisil

“Penso di avergli messo molta pressione” , ha spiegato Berrettini in conferenza stampa. “Ho servito e risposto bene. Sentivo che mi stavo muovendo meglio in campo rispetto al mio avversario.

Pospisil ha fatto fatica a trovare il modo per vincere i punti. Mi sono concentrato sul mio servizio ed ho cercato di sfruttare le opportunità di ottenere il break. Il terzo set è stato il più difficile, ma sentivo di essere molto in fiducia.

Bisogna rimanere lì, concentrati, perché tutto può cambiare da un momento all’altro. Sono stato bravo a tenerlo sott’acqua” . Berrettini ha poi analizzato le condizioni di gioco ed espresso la sua opinione sulle nuove palline Wilson.

“Le palle sono pesanti, piove e fa freddo. Tutto insieme non aiuta ed è molto diverso da Roma. Ho tirato le corde tre chili in meno rispetto al solito e tutto sommato ho sensazioni positive. Avevo iniziato con la tensione normale e mi sono accorto che la palla non camminava.

Sicuramente molti altri giocatori hanno sentito lo stesso problema, ma quello che devi fare è abituarti. Oggi mi sono sentito bene in campo: mi sono accorto che devo colpire ogni palla a tutto braccio, e non è una cosa che mi dispiace.

Il servizio paga un pochino meno, ma se riesci ad essere preciso sulla terra comunque ti apri il campo” . Al prossimo turno, il numero otto del mondo affronterà il sudafricano Lloyd Harris. “Ci ho giocato due volte contro da juniores, una volta proprio qui a Parigi nel 2014.

Anche all’epoca si vedeva che avrebbe sviluppato un buon servizio. Gli piace giocare aggressivo, gioca meglio sul duro ma può essere pericoloso anche sulla terra. Non lo affronto da un po’ di tempo, dovrò adattarmi all’inizio.

Cambio di superficie? Mi adatto velocemente tra una superficie e l’altra, anche venendo da New York ci ho messo un paio di giorni. Devo sbloccarmi mentalmente: ho fatto molta fatica all’inizio, poi mi sono detto di trovare la strada per essere pronto” .