La partita tra Zverev e Mannarino diventa un caso politico: le parole dei giocatori



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La partita tra Zverev e Mannarino diventa un caso politico: le parole dei giocatori

La partita tra Alexander Zverev e Adrian Mannarino verrà ricordata a lungo ma non per lo spettacolo offerto in campo dai due protagonisti. Il match di terzo turno tra il tedesco ed il francese è infatti iniziato con quasi tre ore di ritardo a causa dell’intervento del dipartimento della salute dello stato di New York.

Il motivo principale di questo rinvio, almeno secondo i media americani, sarebbe legato alla presenza di Mannarino, entrato in un vero e proprio vortice dopo la positività di Benoit Paire. Molti tennisti francesi, proprio come Mannarino, sono stati costretti a vivere in una nuova bolla nella bolla perché entrati in contatto con il contagiato, e la loro partecipazione al torneo è stata improvvisamente ritenuta rischiosa.

Dopo una lunga trattativa tra ATP, USTA, organizzatori, giocatori ed appunto il dipartimento della salute, la partita si è disputata regolarmente poco dopo le cinque del pomeriggio( 23:00 orario italiano, ndr) .

Le parole di Zverev e Mannarino dopo l'incredibile vigilia di partita

Zverev ha battuto in quattro set Mannarino, ma il punto centrale delle conferenze stampa degli atleti è stato proprio l’anomalia della situazione vissuta.

“Ero rilassato. Quello che faccio in campo non dipende troppo da quello che faccio prima della partita” , ha spiegato Zverev. “Ero nella mia postazione ed ho guardato un’altra partita. La decisione finale non dipendeva da noi o dal torneo.

Sarebbe stato deciso dagli organi politici, da cose più grandi di noi. Stavamo solo aspettando. Le possibilità di giocare erano piuttosto ridotte, per un momento ho pensato che non avremmo giocato. Dal mio punto di vista, aspettare è stato giusto.

Questa è la situazione in cui ci siamo trovati e fortunatamente ci siamo riusciti” . Mannarino, come suo solito, ha raccontato più nel dettaglio quanto accaduto. "Mi stavo preparando per andare in campo.

Erano le 14:30. Il tour manager è venuto da me. Il dipartimento di Stato in realtà ha preso il controllo della situazione, sorpassando le indicazioni della città di New York. La città di New York mi ha detto domenica che potevo giocare.

Lo Stato invece riteneva che siccome ero stato esposto ad un caso di Covid-19 sarei dovuto rimanere in quarantena nella mia stanza e non avrei potuto giocare la partita oggi. Il Tour manager mi ha assicurato che stavano cercando di cambiare questa decisione.

Sono stati fatti grandi sforzi. Alla fine ci sono riusciti e mi hanno spostato alle 17. Sascha ha accettato di posticipare l’incontro e da parte sua è stato gentile. Molte cose sarebbero potute succedere durante quell’arco di tempo.

Io ho solo pensato a tenermi pronto per giocare. Ho dato il telefono al mio allenatore dicendogli che sarebbe stato lui ad occuparsene. Io volevo solo mangiare qualcosa e rimanere concentrato sul match. Voglio ringraziare tutte le persone che hanno lavorato per mettermi in campo oggi.

Ho disputato l’incontro e ne sono felice. Anche se mi spiace di aver perso. Non ho mai pensato di consultare un avvocato. Assolutamente no. Non so se gli altri tennisti francesi lo faranno. Non voglio parlare per loro. Gli organizzatori hanno fatto grandi sforzi per fare in modo che io giocassi questo torneo.

E sono contento di averlo fatto. La situazione è quella che è. So che non potrò lasciare New York prima di venerdì prossimo. È una situazione diversa per ogni persona a seconda dell’ultima volta che sono stati vicini a Benoit.

A quanto ricordo, il mio coach dovrà rimanere qua fino a sabato. Non so esattamente quale sia la mia situazione in questo momento, almeno fino a venerdì prossimo. Vedremo. Non posso dire che sia stato un incubo. Ho giocato il torneo, questa volta è stato un po’ speciale. Mi hanno messo in una condizione di poter dare il massimo in campo. Non mi posso lamentare“ .