Il toccante racconto dei giocatori costretti a vivere in una nuova bolla nella bolla



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Il toccante racconto dei giocatori costretti a vivere in una nuova bolla nella bolla

Il caso Paire ha in un solo istante messo in discussione il protocollo elaborato in questi mesi dalla USTA e dall’ATP per permettere ai giocatori di disputare il Masters 1000 di Cincinnati e gli US Open in massima. Il tennista francese è stato escluso dallo Slam newyorkese dopo essere risultato positivo al Covid-19, e fino a questo punto non c’è nulla di sbagliato o eclatante da segnalare.

Ciò che ha destato lo scalpore dei media e degli altri giocatori, sono state le accuse che lo stesso Paire ed il suo collega Noah Rubin hanno rivolto all’organizzazione. Paire ha parlato direttamente di ‘falsa bolla’ ; Rubin ha smascherato, invece, alcune falle del lungo protocollo, prime fra tutte: la possibilità data ai conducenti di tornare nelle rispettive abitazioni al termine del proprio turno di lavoro.

Alcuni giocatori sono stati costretti a seguire un nuovo e rigidissimo protocollo

Ad alimentare il dibattito sulla credibilità del protocollo, ci hanno pensato direttamente alcuni giocatori. La USTA ha infatti obbligato i giocatori considerati a rischio, perché entrati in contatto con Paire negli ultimi giorni, a firmare un nuovo accordo.

Quest’ultimo permette ai giocatori in questione di lasciare la camera d’albergo solo per allenarsi e disputare le partite. Alcuni dei protagonisti hanno voluto raccontare la propria esperienza ai media presenti a Flushing Meadows.

La prima ad esporsi è stata Kristina Mladenovic. “Sono successe molte cose negli ultimi due o tre giorni” , ha spiegato la francese. “Non sono sicura di quello che posso dire ma abbiamo avuta una brutta notizia e da lì è diventato una specie di incubo per me.

Sono stata portata fuori dalla bolla, ho il diritto di giocare la mia partita, ma non posso fare altro. Non mi è permesso nemmeno andare in palestra. Posso soltanto stare con mio fratello, che mi allena. È come vivere in una bolla dentro la bolla.

Qualche giorno fa mi sono allenata un’ora con Paire, eravamo su due lati opposti del campo, ma questo non viene preso in considerazione. È stato difficile per me accettare la situazione perché non faccio parte del suo stretto entourage.

Ovviamente, mi dispiace molto per lui” . Dopo la netta vittoria su Lorenzo Sonego, anche Adrian Mannarino ha riportato la sua versione dei fatti. “Sabato sera ho cenato alla reception dell’hotel, stavo chiacchierando con altri giocatori francesi ed ho ricevuto un messaggio da un funzionario che voleva parlarmi subito.

In quel momento ho avuto un bel po’ di stress, non sapevo se ero stato io a risultare positivo. Avevo giocato a carte con Paire, siamo stati sfortunati. Posso assicurare che ha seguito tutte le regole, l’importante è che stia bene.

Mi hanno detto che dovevo restare nella stanza fino a nuovo avviso. Sapevo che altri giocatori francesi avevano ricevuto il mio stesso ordine. Così abbiamo creato un gruppo Whatsapp per restare in contatto. Domenica abbiamo saputo che avremmo potuto giocare ma che ci sarebbe stato un nuovo protocollo per noi ‘giocatori a rischio’ .

Il cibo ci viene lasciato fuori dalla porta. Saremo messi alla prova un po’ più degli altri” . Secondo l’Equipe, i giocatori che dovranno seguire il nuovo protocollo sono Richard Gasquet, Gregoire Barrere ed Edouard Roger-Vasselin. Vedremo come si svilupperà la vicenda nei prossimi giorni.