Piatti: "Tampone negativo per Sinner, è pronto. Us Open? Ecco i favoriti"



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Piatti: "Tampone negativo per Sinner, è pronto. Us Open? Ecco i favoriti"

Mentre Jannik Sinner è gia atterrato a New York con il tecnico del team Luca Volpini e il fisio-osteopata Claudio Zimaglia, il suo allenatore Riccardo Piatti rimasto a Bordighera ha scelto di rimanere in Italia in attesa del suo rientro dalla Grande Mela per la stagione europea sulla terra.

Sinner sarà impegnato già giovedì, 20 agosto, con le qualificazioni del Southern & Western Open che quest’anno si gioca a New York invece che a Cincinnati e successivamente parteciperà agli Us Open.

Riccardo Piatti durante un intervista rilasciata a Super Tennis ha spiegato che “a Jannik hanno fatto già il primo tampone che è risultato negativo. Si sono già allenati, con Thiem e Goffin. Jannik è pronto”.

Secondo Piatti “Djokovic è il giocatore più concentrato sul tennis di tutti. Soprattutto in questo momento. Ha organizzato l’Adria Cup non perché voleva misurarsi con altri giocatori ma perché pensava di fare una cosa buona per tutti: la sua gente, i giocatori.

Ha sbagliato ma in buona fede. Poi si è allenato per essere pronto. Nole è molto concentrato sul suo tennis anche perché può passare molto velocemente davanti a Federer in fatto di Slam vinti (il serbo è a quota 17 contro i 20 dello svizzero n.d.r.) che è il suo obiettivo primario”.

Nonstante abbia contratto il coronavirus e si sia allenato meno di altri per Piatti “proprio Djokovic e Thiem sono i principali candidati alla vittoria degli US Open. Che poi sono gli stessi due giocatori che hanno fatto la finale agli Australian Open quest’anno.

Secondo me utilizzeranno Cincinnati come torneo di allenamento. Thiem è migliorato molto durante il periodo della pandemia, si è allenato moltissimo, è in grande forma e quindi credo che i più titolati per giocarsi la finale siano proprio loro due.

In assenza di Nadal e Federer bisognerà poi vedere tutti gli altri. Gli US Open sono un torneo molto lungo e faticoso. Possono incidere molto le condizioni climatiche, la lunghezza e la durezza delle partite ma Djokovic e Thiem hanno entrambi esperienza sufficiente per sapere come gestire tante diverse situazioni che si possono venire a creare.

E non sto parlando solo delle partite ma anche di tutto quello che può succedere fuori dal campo. Può capitare di vincere un match 7-5 al quinto set in una giornata caldissima e dover recuperare mentre magari il tuo prossimo avversario ha vinto per rinuncia ed è freschissimo.

Gente come Nole o Dominic è molto più avanti rispetto agli altri nella gestione di queste problematiche”. Poi continua: “Dietro di loro ci possono essere Medvedev, Tsitsipas, Berrettini. Il russo appena è scoppiata la pandemia ha affittato una villa col campo da tennis e ha cominciato ad allenarsi come un pazzo.

E’ partito forte troppo presto e dopo un po’ è scoppiato: una pandemia non sai mai quanto dura. Tsitsipas è sicuramente un altro pretendente. Matteo Berrettini può fare molto bene perché l’esperienza di aver fatto semifinale lo scorso anno lo aiuterà di sicuro.

Sa che cosa deve fare per riuscire a giocare bene lì”. Su Jannik dice che è migliorato tanto, “tanto, tanto. Bisognerà vedere come andranno i sorteggi e, come dicevo, ci saranno tanti fattori ad incidere ma di sicuro il suo livello oggi è alto.

Bisognerà avere un po’ di pazienza e vedere se sarà anche un po’ fortunato: con un buon tabellone può fare qualcosa di veramente buono”. Secondo l’allenatore dell’altoatesino “questi sono momenti importanti per Jannik perché sono quelli in cui costruirà la sua carriera.

E’ bene che si trovi a dover gestire problematiche sempre una diversa dall’altra. In questo periodo si è allenato bene e ha giocato con i giocatori più forti che c’erano a Monte-Carlo, Bordighera e dintorni: Wawrinka, Goffin, Berrettini, Tsitsipas, Medvedev, Khachanov.

E in allenamento con questi sono state più le volte che ha vinto di quelle in cui ha perso. Per me l’ideale sarebbe che passasse attraverso tre o quattro partite difficili, con giocatori tosti di classifica medio-alta, per poi trovare un top player come questi con cui si è allenato.

A quel punto potrebbe batterlo anche a New York. Sarebbe un buonissimo risultato. Se gioca al suo livello un buon risultato a New York è nelle sue corde”. Prima dell’Us Open Sinner dovrà affrontare le qualificazioni con avversari tosti: “Sono avversari difficili, che lui conosce e non conosce, però Jannik ha la capacità di interpretare sempre meglio le partite.

In questo periodo ho lavorato molto con lui su come affrontare i diversi momenti della partita e comincia a padroneggiare bene le situazioni. Ormai sa che se ha di fronte Medvedev deve giocare in un certo modo. E che se invece imposta la partita in un altro modo, sbaglia e perde”.

Piatti spiega che hanno lavorato su tutto, “tanto sul servizio, tantissimo sullo slice di rovescio, sul gioco al volo, sulla risposta al servizio. Ha abbreviato il movimento del diritto. Sul piano tattico abbiamo lavorato sulle percentuali di servizio, sui cambi di rotazione e di angolo.

L’obbiettivo è cambiare sempre. E anche alla risposta è importante cambiare spesso. Sulla seconda palla di servizio dell’avversario si può scegliere se stare vicino alla riga e anticipare o partire più indietro, a seconda della qualità del servizio dell’avversario.

E poi è importante saper affrontare i diversi momenti di una partita. Bisogna trovare il giusto bilanciamento. E’ chiaro che trovare questo equilibrio diventa più facile giocando tante partite. In questo periodo ha giocato tantissimi set e in allenamento fa tutto molto bene.

Adesso spero che vada in America, trovi tante situazioni complicate e impari a risolverle”.

Riccardo Piatti: "Jannik è pronto, tampone negativo"

Infine spiega il suo punto di vista nel ritorno ai tornei ufficiali dopo il lungo periodo di pausa: “Secondo me non si noterà questa lunga sospensione.

Si va verso uno Slam. Indipendentemente dagli assenti, chi vincerà si porterà a casa uno dei titoli che fanno la storia. Magari ci potrà essere un problema per quei giocatori che si dovranno abituare a situazioni diverse dal solito, come l’assenza del pubblico.

Per uno come Sinner non cambierà tanto ma per uno come Djokovic, abituato al pubblico del campo centrale pieno, non sentire quell’atmosfera e vivere tra tante restrizioni potrà essere un po’ pesante.

A livello di gioco secondo me non si noterà la pausa: ho visto tanti top player allenarsi a Monte-Carlo e stanno tutti giocando come pazzi. Non sono sotto-livello, anzi, sono più preparati del solito. Hanno una voglia matta di competere, specie i più forti.

Jannik lo scorso anno ha giocato le qualificazioni. Al primo turno, mi ricordo, giocava contro Matteo Viola: a seguirlo c’eravamo io, Gaia, Rocco e altri tre o quattro, sull’ultimo campo in fondo. Di sicuro le condizioni anomale di quest’anno non saranno un problema per lui”.