John Millman: "New York? Le prime impressioni sono positive"



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John Millman: "New York? Le prime impressioni sono positive"

Il circuito maggiore ripartirà questa settimana da New York. A Flushing Meadows si disputeranno sia il Western & Southern Open che gli US Open grazie all’incessante lavoro svolto dalla USTA e dai massimi organi del tennis.

Gli organizzatori dei due eventi sopracitati hanno varato un rigido programma per garantire la massima sicurezza a tutte le persone coinvolte nel torneo. Ogni giocatore, una volta arrivato in aeroporto, dovrà raggiungere in maniera immediata l’albergo tramite un’auto messa a disposizione dal torneo.

Ogni hotel sarà poi dotato di una zona destinata a tutti i controlli clinici: è qui che gli atleti ed i membri dei vari staff si sottoporranno al tampone. Il risultato del test sarà comunicato a chi di dovere nelle 24 ore successive e solo le persone negative potranno iniziare a spostarsi dalla camera d’albergo all’impianto di Flushing Meadows per gli allenamenti e le partite.

Millman promuove il protocollo varato dalla USTA

Molti giocatori sono rimasti positivamente sorpresi dall’efficacia e dalla validità dei protocolli stabiliti dall’ATP ed in questo caso dalla USTA. Anche John Millman, che aveva più volte espresso i suoi dubbi sulla ripartenza del tennis, si è dovuto ricredere.

L'attuale numero 43 del mondo è arrivato da qualche giorno negli Stati Uniti e non vede l'ora di tornare a competere. “Le prime impressioni a New York sono state molto positive” , ha dichiarato l’australiano.

“Si vede lo sforzo che la USTA ha fatto per assicurarsi che il torneo possa essere giocato normalmente. Come giocatore mi sento sicuro ed a mio agio. Sono felice di avere la possibilità di giocare di nuovo a tennis” .

Non sarà, invece, a New York Nick Kyrgios, grande amico di Millman. Kyrgios ha infatti deciso di non partecipare alla stagione americana per rispettare tutte le vittime di Coronavirus. Queste le sue parole riguardo la scelta fatta.

"Quest’anno non giocherò allo US Open e ciò mi fa male nel profondo. Ma lo faccio per le persone, per gli australiani, e per le centinaia di migliaia di americani che hanno perso la vita, per voi tutti”.