Paolo Lorenzi: "US Open? La sicurezza al 100% non può esistere"



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Paolo Lorenzi: "US Open? La sicurezza al 100% non può esistere"

Si è parlato molto delle misure e delle regole da adottare per garantire la massima sicurezza a tutte le persone coinvolte nella ripartenza del tennis. L’ATP, in particolare, ha lavorato duramente ed ha costruito una sorta di bolla stile NBA per organizzare nel migliore dei modi i due eventi che sanciranno la ripresa del Tour.

Parliamo del Masters 1000 di Cincinnati e degli US Open, entrambi i tornei si disputeranno a Flushing Meadows per evitare inutili e pericolosi spostamenti. In un’intervista esclusiva alla rivista “Il Tennis Italiano” , Paolo Lorenzi ha espresso la sua opinione su alcuni dei tempi più importanti e discussi che hanno accompagnato il dibattito sulla globalità di questo magnifico sport.

Lorenzi esprime la sua opinione sulla ripartenza del tennis

“Credo che la bolla sia l’unico modo di riniziare a giocare” , ha spiegato il tennista azzurro. “La sicurezza al 100% non può esistere, ma non esiste nemmeno per una persona che esce per andare al lavoro.

Ovviamente non è l’ideale per giocare a tennis, ma credo possa dare abbastanza sicurezza a tutti” . La lunga pausa del Tour ha costretto tutti i giocatori a restare fermi per diversi mesi. “È una situazione molto strana, perché io ero abituato a giocare 33-35 tornei all’anno, mentre ora sono sei mesi che non gioco una partita ufficiale.

C’è tanta voglia di riniziare a giocare, la motivazione è altissima ma è difficile capire in che condizioni sono. Dopo gli US Open, la mia idea è quella di spostarmi in Europa, magari di giocare qualche torneo in Italia, magari le qualificazioni a Roma e poi Parigi.

Differenza tra Italia e Stati Uniti? Devo dire che, essendo in una città piccola come Sarasota, non abbiamo avuto un lockdown stretto come a Miami o in altre città grandi. Adesso negli Stati Uniti c'è molta attenzione, la gente non è cosi tranquilla.

Se in Italia si sono un po' lasciati andare, qui sono ancora abbastanza attenti. In Italia la vita sembra essere abbastanza normale, mentre qua dopo l'aumento dei casi negli ultimi due mesi è cambiato tutto" .