Trungelliti: "L'Atp è un posto felice per 70 atleti in un villaggio di 3000 persone"



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Trungelliti: "L'Atp è un posto felice per 70 atleti in un villaggio di 3000 persone"

Già in passato ha più volte trattato di queste difficili situazioni ed ha criticato l'Atp ed alcuni dei principali tennisti mondiali per il proprio "egoista" atteggiamento. Ora, intercettato ai microfoni di La Nacion, il tennista argentino Marco Trungelliti ha parlato della situazione nel circuito e della disparità tra i più forti tennisti ed i piccoli tennisti del circuito.

Ecco le sue dichiarazioni: "Ho ricevuto un aiuto di 4 Mila dollari dall'Atp e sicuramente è una cosa che apprezzo, ma mi sembra anche logico che il numero 130 al mondo non possa restare tre mesi senza percepire denaro in uno sport con tantissimi milionari.

L'Atp è un associazione poco chiara che comunica pochissimo"

Trungelliti ed un sistema ritenuto ingiusto

Il tennista sudamericano ha parlato di un sistema che circonda questo sport che considera ingiusto: "Nel tennis tante persone prendono decisioni basate esclusivamente su interessi privati.

È un sistema pessimo. Lo possiamo paragonare ad una città di 3 Mila abitanti dove solo 70 vivono bene. Chi può accettare ciò? Nel tennis lo fanno. Poi capita che offrono 200 dollari come premio per una gara e ci sono mafie che offrono addirittura 5 Mila dollari per truccare una partita.

Cosa ne pensano Federer, Nadal ed i grandi tennisti in generale? Il loro silenzio è solo l'ennesimo modo per promuovere delle disuguaglianze. Non mi sono mai aspettato nulla, ma loro rilasciavano messaggi e promuovevano le loro idee sui social media senza mai intervenire su questa cosa.

Paradossalmente penso che questi campioni hanno incoraggiato la corruzione, anche passivamente" Riprendendo un'intervista del passato Trungelliti ricordò: "Nel tennis non ci sono informazioni, non apparteniamo davvero a nessuna organizzazione e c'è una mancanza di comunicazione terrificante.

Ci sono tennisti che non osservano nulla, sembra che per loro noi non contiamo come esseri umani. Alla fine ognuno fa quello che vuole con i soldi, ma dire che alcuni tennisti non meritano aiuto in questo tennis penso sia da considerare davvero brutto"