Zeballos: "Non vorrei andare agli US Open, preferirei ripartire dall'Europa"



by   |  LETTURE 645

Zeballos: "Non vorrei andare agli US Open, preferirei ripartire dall'Europa"

Anche se la USTA sta cercando di fare il possibile per garantire a tutti coloro che prenderanno parte alla stagione americana la massima sicurezza, molti giocatori sono ancora preoccupati dalla situazione in cui versano gli Stati Uniti.

È facile, quindi, che questa forte preoccupazione possa trasformarsi presto in una decisione ufficiale. Decisione che prevede l’assenza di molti giocatori al Masters 1000 di Cincinnati e alla prossima edizione degli US Open, che si disputeranno entrambe a Flushing Meadows a partire dal prossimo 20 agosto.

Zeballos ed i dubbi legati alla stagione americana

Horacio Zeballos è solo l’ultimo dei tennisti che ha espresso il suo duro parere sulla scelta dell’ATP di ripartire proprio dagli Stati Uniti. L’argentino è uno dei più forti doppisti ed attualmente occupa insieme a Marcel Granollers la terza posizione del ranking mondiale.

“Ho ancora molti dubbi e non so cosa farò” , ha dichiarato Zeballos a Pagina/ 12. “Sembra affrettato iniziare dagli US Open a causa del numero di contagi degli Stati Uniti. Vorrei che non si disputasse il torneo ed avere la possibilità di iniziare più in là” .

Zeballos si sta allenando a Saavedra, Buenos Aires, grazie ad un permesso speciale. “Resterò qui fino a quando non prenderò una decisione definitiva. Non ho intenzione di andare da nessuna parte. Il protocollo dice che bisogna presentarsi negli Stati Uniti quattro o cinque giorni prima dell’inizio del torneo.

Ho ripreso gli allenamenti un mese fa e fortunatamente mi sento benissimo. Mi sono tenuto in forma durante la quarantena. Calendario? Come ho detto prima, non so ancora cosa farò. Non voglio andare negli Stati Uniti. La verità è che preferisco iniziare a settembre direttamente in Europa, dove la situazione è più tranquilla.

Non partecipare alla stagione americana significherebbe perdere tanti punti ed il premio in denaro. Il tennis è il nostro lavoro e non abbiamo avuto entrate per cinque mesi. Per questi ci sono così tanti dubbi. La cosa positiva è che costruiranno una sorta di bolla, come hanno fatto ad Orlando per l’NBA.

Un altro aspetto positivo è legato all’assenza del publico: tutta la struttura sarà a disposizione dei giocatori. Il lato negativo è che se un giocatore dovesse risultare positivo, tutti saremmo nella stessa situazione ed aumenterebbero i casi di Covid-19” .