Borna Coric all'attacco: "Le prediche di Kyrgios? Non sono realistiche"



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Borna Coric all'attacco: "Le prediche di Kyrgios? Non sono realistiche"

Dopo la parentesi Adria Tour - che ha assorbito la stragrande maggioranza delle discussioni nelle ultime settimane - Borna Coric è ritornato in campo a Belgrado per il mini-torneo organizzato da Janko Tipsarevic. Il croato, battuto in finale da Filip Krajinovic, ha poi rilasciato una lunghissima intervista al quotidiano Jutarnji List.

Al centro, quasi inevitabilmente, l'esperienza coronavirus. «Quel lunedì c’è stato veramente il caos. Tantissime informazioni, chiamate, persone… È stato pesante leggere quegli articoli e quei commenti negativi.

Sono rimasto scioccato quando ho saputo di essere positivo. Anche perché non avevo nessun sintomo e non ne ho avuti neanche dopo. Né febbre né altro. Mi dispiace che il torneo sia finito in questo modo, aveva intenzioni diverse.

Abbiamo giocato a tennis dopo tanto tempo ed eravamo tutti felici di questo. Il fatto è che ci eravamo tutti un po’ rilassati perché fino a pochi giorni prima dell’inizio del torneo, eravamo a zero contagi o a un contagio al giorno.

Per quanto riguarda le colpe, non entrerei nei dettagli né punterei il dito contro qualcuno, perché non sappiamo chi è stato il primo a portare il virus e se qualcuno avrebbe dovuto fare il test».

Attacco a Kyrgios e... "Futuro"

Capitolo Kyrgios. Il tennista australiano ha sparato a zero sull'Adria Tour, su Novak Djokovic e Alexander Zverev. Ha battibeccato in maniera piuttosto vivace con Boris Becker su Twitter...

e si è poi fatto beccare nella discoteca "Heaven" di Adelaide senza mascherina. E ovviamente lontano da tutte le norme sul distanziamento sociale. «Lui è così, non ci sono altre spiegazioni.

Se fosse qualcun altro a tenere lezioni e a fare prediche potrei capirlo, ma che lo faccia proprio Kyrgios… non è realistico. Ma va bene, è il suo stile» ha spiegato senza troppi giri di parole Coric.

«Il piano è giocare tutti i tornei, anche Madrid che inizia subito dopo lo US Open. Anche se dovesse sorgere qualche complicazione, meglio iscriversi al torneo e poi eventualmente cancellarsi piuttosto che dover chiedere successivamente una wild card. Non ho assolutamente nulla in contrario ad alcuna misura di sicurezza». Photo Credit: Getty Images