Arnaboldi: "Spero di potermi migliorare e di superare il mio best ranking"



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Arnaboldi: "Spero di potermi migliorare e di superare il mio best ranking"

Andrea Arnaboldi non ha nessuna intenzione di fermarsi. All’età di trentadue anni, il tennista italiano ha tutte le carte in regola per vivere una sorta di seconda carriera e continuare a stupire tutti sui campi da tennis.

Solo qualche settimana fa, Arnaboldi ha raggiunto la finale agli Assoluti di Todi e si arreso solo ad un impeccabile Lorenzo Sonego. "Una bella settimana che ha confermato quanto abbia lavorato bene in questo periodo" , ha raccontato Arnaboldi in un'intervista a Tuttosport.

"Cinque belle partite che mi hanno fatto tornare il sorriso. Molto delicata e importante, in particolare, quella vinta nei quarti contro Federico Gaio, dopo aver annullato un matchpoint. In semifinale c’è stata la vittoria contro Vavassori al termine di un match ben interpretato e nel quale lui mi ha dato obiettivamente una mano commettendo tanti errori, poi in finale avrei potuto fare un po’ di più.

Bilancio in ogni caso molto positivo" Il tennis maschile italiano è ormai in costante crescita. Basti pensare che ben otto giocatori azzurri occupano attualmente la top 100.

Arnaboldi e la crescita del tennis maschile italiano

"Un momento fantastico per il movimento maschile, dall’altissimo livello ai giovani emergenti, vedi mio cugino Federico ed altri come Luca Nardi.

Uno stimolo a far bene e non sedersi anche per noi esperti. Ripartenza del tennis? Per ora continuerò a tenermi agonisticamente impegnato con la serie A1 a squadre nelle fila del TIC Cremona, poi speriamo che tutto possa riprendere ancora da Todi, il 17 agosto, con un Challenger"

Il 2015 è stato l'anno della consacrazione di Arnaboldi. "Prima Roma, poi Parigi. Certo un bel passaggio del mio percorso. Spero di potermi migliorare e di superare il best ranking di numero 153 ATP. Fondamentale è star bene fisicamente per poter esprimere il proprio potenziale.

Dal 100 al 300 giochiamo ormai tutti bene sotto il profilo tecnico. La differenza la fanno la continuità e la forza mentale. Sono arrivato molto presto su un campo da tennis seguendo la passione perla specialità di mio padre e questa è rimasta immutata nel tempo.

Invecchiando si acquisisce più consapevolezza di quello che si deve fare sul terreno di gioco e la maturità può aiutare ad affrontare determinate situazioni. Le carriere inoltre si sono allungate e per ora non penso al dopo anche semi piacerebbe comunque rimanere nell’ambiente dopo essere riuscito a togliermi nelle prossime stagioni qualche altra soddisfazione.

Tra i sogni in primo piano c’è quello di tornare a Wimbledon, in tabellone. Il mio tennis è adatto alle superfici un po’ più veloci mentre fatico sulla terra rossa lenta" .