John Peers: “Tutti vogliamo tornare a giocare, ma in sicurezza”



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John Peers: “Tutti vogliamo tornare a giocare, ma in sicurezza”

L’australiano John Peers, classe 1988, è uno specialista del doppio: in questa disciplina ha trionfato agli Australian Open 2017 e fatto finale a Wimbledon ed agli Us Open, raggiungendo al massimo la seconda posizione del ranking mondiale.

Vincitore di 21 titoli in totale, tra questi figurano due edizioni delle ATP Finals, nel 2016 e nel 2017.

John Peers parla della ripresa del tour

Intervistato da Tennis Australia, Peers ha detto: “E’ da tanto tempo che non mi faccio una valigia e so che normalmente noi siamo abituati e viaggiare di continuo.

Ti mancano gli amici sul circuito, ti manca uscire con loro e veder tutti competere. Di solito giochiamo ogni settimana, perciò non farlo per così tanto tempo è molto diverso”. Circa la ripresa ufficiale delle competizioni a partire dal prossimo agosto, l’australiano ha così commentato: “So che vogliono tutti che il tennis ritorni e presentarci sul palcoscenico mondiale, ma so anche che tutti vogliono venga fatto in sicurezza.

E’ per questo che dobbiamo solo aspettare il nostro tempo e vedere cosa succede quando saremo più vicini”. Non è certo semplice, in un periodo come quello attuale, rischiare di perdere la speranza: “Devi sempre guardare al lato positivo”, ha detto Peers.

“Tutti stanno attraversando un brutto momento oggi, perciò avere intorno la propria famiglia è un enorme vantaggio e io ne sto godendo appieno. Stiamo tutti attraversando delle circostanze simili, quindi dobbiamo solo unirci e vedere se possiamo uscirne ancora più forti e migliori”.

Quest’anno, in coppia col neozelandese Michael Venus, Peers ha vinto il torneo di Dubai. Agli Australian Open non è andato oltre gli ottavi di finale, mentre nell’inaugurale ATP Cup ha raggiunto le semifinali, sconfitto dalla Spagna.

Negli Stati Uniti d'America, il Paese più colpito dalla pandemia, le vittime di Covid-19 sono ormai prossime alle 150 mila e i casi confermati ben oltre i 4 milioni. In tutto il mondo, i decessi hanno superato ormai quota 640 mila.