Verdasco: "L'idea è quella di giocare tutti i tornei, ma la priorità resta la salute"



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Verdasco: "L'idea è quella di giocare tutti i tornei, ma la priorità resta la salute"

Le rigide misure da seguire e le restrizioni imposte dall’organizzazione hanno portato molti tennisti a mettere in discussione la loro presenza agli US Open e più in generale a quel che resterà della stagione americana.

La cancellazione del Citi Open ha messo in allarme tutti gli altri tornei anche se la USTA ci ha tenuto a specificare che: “Questa decisone non ha alcun impatto sugli US Open o sul Western & Southern Open. La USTA creerà un ambiente controllato e sicuro, approvato dallo Stato di New York e conforme agli standard imposti dalla città di New York, per i giocatori e tutti quelli che saranno coinvolti in entrambi i tornei per mitigare i rischi legati alla salute.

Il pensiero di Verdasco sulla stagione americana e sulla ripartenza del tennis

Fernando Verdasco non ha ancora preso una decisione ufficiale ed ha provato a spiegare le sue attuali sensazioni nel corso di un’intervista a Tennis Majors.

“US Open? Non lo so” , ha risposto lo spagnolo. “Al momento non ho deciso il mio programma. La situazione non è chiara. Due giorni fa pensavo di poter giocare il torneo di Washington, ma ora è stato cancellato.

La situazione negli Stati Uniti è negativa, peggiora ogni giorno a causa della pandemia. I casi si moltiplicano quasi ogni giorno. Non sappiamo ancora se il Masters 1000 di Cincinnati e gli US Open si disputeranno. L’organizzazione vuole che entrambi i tornei si giochino a New York, ma prenderanno la decisione all’ultimo minuto.

Se finalmente sarà ufficializzata la prossima edizione degli US Open, bisognerà studiare la situazione di New York e decidere se andare o meno. Se la situazione diventerà buona e tutto sarà sotto controllo, proverò a competere nel torneo.

Una volta terminata la stagione americana, la mia idea è quello di gareggiare in Europa ai Masters 1000 di Madrid e Roma ed al Roland Garros” . Giocare così tanti tornei nel giro di poche settimane non è l’ideale per gli atleti, ma bisognerà accettare il nuovo calendario.

“È un calendario molto complicato, ricco di eventi. Avere un evento come Madrid una settimana dopo un torneo del Grande Slam è qualcosa di inconsueto. La situazione con il Covid-19 è molto strana, ma dobbiamo adattarci.

Dobbiamo anche pensare agli infortuni che potrebbero colpirci se decidessimo di giocare tornei su superfici diverse nel giro di pochi giorni. Dobbiamo pensare al nostro corpo ed alla nostra salute, questa è la cosa più importante.

La mia idea è quella di giocare tutti i tornei. Nel caso in cui il corpo mi chiederà di fermarmi dopo gli US Open, non esiterò a saltare Madrid, nonostante sia la mia città. La priorità, come detto prima, resta la salute” .