Ashley Harkleroad e quel servizio fotografico per Playboy nel 2008



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Ashley Harkleroad e quel servizio fotografico per Playboy nel 2008

Ashley Harkleroad è stata la numero 39 del ranking WTA nel 2003 ed ha disputato una carriera di tutto rispetto. Oltre ad essere ricordata come un’ottima giocatrice, Ashely è diventata famosa nel 2008 per aver posato per un servizio fotografico di Playboy, servizio poi pubblicato nel numero di agosto.

Harkleroad si è raccontata in una lettera scritta per il blog ‘Behind the raquet’ .

Ashley Harkleroad e quel servizio fotografico per Playboy

“Non sono mai stata conosciuta per essere la più forte in campo” , ha spiegato l’americana.

“Tuttavia ho avuto l’opportunità di essere su una copertina della rivista Playboy grazie al tennis. La copertina di Playboy sottolinea la mia carriere nel tennis e mostra il mio spirito libero. Ci sono alcune cose che avrei fatto diversamente sul circuito.

Avrei vissuto di più il momento invece di pensare costantemente al futuro. Avrei esplorato nuovi posti invece di seguire sempre la solita routine. Sono molto grata al tennis per tutto ciò che mi ha dato. Dopotutto, mi ha aperto molte porte nella vita.

A 14 anni ero la migliore tennista del mio paese, mentre a 15 sono diventata professionista ed ho firmato un contratto di cinque anni con la Nike. A 16 anni ero la numero 3 del mondo nel circuito junior. A 17 sono arrivata in finale al Roland Garros Junior ed ho vinto un torneo Challenger da 50mila dollari.

A 18 anni ero numero 39 della classifica WTA. Successivamente mi sono strappata il legamento del gomito, ho deciso di non sottopormi ad un intervento chirurgico e mi sono presa sei mesi di pausa per guarire. La soluzione alternativa era smettere” .

Harkleroad è stato solo una delle tante atlete alle prese con i problemi legati alla pressione. “Da quando avevo 13 anni ho trattato il tennis come se fosse un lavoro, poi mi è sembrato tutto un luogo buio.

In quel periodo ho sviluppato un disturbo alimentare. Non sapevo come gestire la pressione nel circuito: le mie aspettative erano raddoppiate a causa della mia famiglia, del mio team e dei miei manager. Quando mi sono presa del tempo non ho nemmeno congelato la classifica, quindi sono passata dalla top 50 alla top 200. Otto mesi dopo mi sentivo fisicamente e mentalmente forte per giocare di nuovo” .