Mikael Ymer e l'importanza di inseguire i propri sogni: "Non importa da dove vieni"



by   |  LETTURE 1197

Mikael Ymer e l'importanza di inseguire i propri sogni: "Non importa da dove vieni"

Mikael Ymer ha iniziato a giocare a tennis quando era bambino grazie ad Elias, suo fratello maggiore, e da quel momento non ha più smesso. Suo padre Wondwosen, ex corridore professionista, e sua madre Kelem, dottoressa, sono emigrati in Svezia dall’Etiopia ed hanno insegnato ai propri figli l’etica del lavoro e l’importanza dei sacrifici.

“Gioco per me stesso, per la mia famiglia, per il mio paese ed anche per la prossima generazione” , ha spiegato Ymer al sito ufficiale dell’ATP.

Mikael Ymer, dal tennis alle ambizioni personali

“È qualcosa a cui penso molto.

Non mi riferisco solo ai prossimi giovani tennisti svedesi. Sarei molto felice se riuscissi a spronare i bambini in Svezia a lottare o ad avere un sogno e fare tutto per realizzarlo, a credere che non importa da dove vieni, quale sia il tuo passato e la tua situazione economica.

Fargli capire che possono correre il rischio e provarci. Credo che il tennista abbia una mentalità che lo spinge a pensare a se stesso, ma una delle cose più importanti per me è ricordare di essere un bravo ragazzo.

È veramente importante per me, come essere gentile con tutti” . Stefan Edberg, ex numero uno del mondo e sei volte vincitore di un torneo del Grande Slam, è uno dei più grandi idoli di Ymer. “Il modo in cui ha condotto la sua carriera e l’umiltà che ha dimostrato dopo essere stata una delle più grandi leggende sono un’ispirazione per me.

Tratta tutti allo stesso modo ed è sempre stato gentile non solo con me, ma con tutta la mia famiglia” . Quando pensa al suo futuro, Ymer ha le idee chiare: “Ho solo 21 anni, sarebbe sorprendente se sapessi tutto di me oggi.

Queste sono le cose su cui sto lavorando quando non sono in campo: cerco di capire che tipo persona voglio diventare. Sto vivendo molte esperienze, la mia speranza è quella di arrivare un giorno ad appendere la racchetta al chiodo ed essere ricordato non solo come un ragazzo che aveva talento.

Non sono ancora sicuro del percorso, ci vorrà del tempo, ma la cosa principale è essere un uomo del popolo” .