Thiem difende Djokovic: "Abbiamo sbagliato, ma non ha costretto nessuno"



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Thiem difende Djokovic: "Abbiamo sbagliato, ma non ha costretto nessuno"

Dopo una trentina di partite nel circuito delle esibizioni, lo "Stakhanov" Dominic Thiem ha messo nel mirino il rientro. Ancora da capire se sarà negli Stati Uniti o in Europa, data la freschissima cancellazione del "500" di Washington e i pochi scenari a disposizione.

A ogni modo, il numero tre del mondo, nel corso di un'intervista concessa alla CNN è ritornato a parlare con grande convinzione della questione "Adria Tour" e soprattutto di Novak Djokovic. «Credo che in generale siano stati tutti troppo ingiusti con lui.

Ha organizzato il torneo per una buona causa, non ha costretto nessuno ad andare né tanto meno a giocare o a interagire con gli altri. Alla fine è stata una nostra decisione» ha spiegato. «Abbiamo commesso un errore, e ci dispiace, ma per fortuna adesso stanno tutti bene.

Era impossibile mantenere le distanze quando i bambini si avvicinavano a noi, ma anche sotto questo aspetto dobbiamo riconoscerlo. Abbiamo sbagliato».

Thiem studia il piano per la ripresa: obiettivo Us Open

Reduce dalla doppia-esibizione a Berlino, manco a dirlo estremamente positiva, l'austriaco ha provato a tirare un bilancio.

Soprattutto in vista della ripartenza. «Quella in Germania è stata un'esperienza impressionante. Credo che tutti nel circuito dovrebbero ispirarsi a un torneo del genere per costruire il resto dell'anno. Le misure di controllo e di prevenzione sono state molto efficaci, siamo sempre stati in Hotel e confesso anche di essermi sentito sempre protetto al sicuro.

Così si può giocare anche con un certo numero di spettatori e con i ball boy in campo. Inoltre se si giocherà a New York, sono sicuro che ci sarò. Il tennis deve adattarsi a questa situazione estrema e tornare gradualmente alla normalità.

Credo sia una necessità arrivati a questo punto» ha detto. Thiem ha poi rafforzato la posizione sul fondo di solidarietà per i giocatori in difficoltà. Piuttosto chiaro il punto. «Ho detto che ci sono dei ragazzi che non agiscono in modo professionale.

E continuo a pensare che quei giocatori non meritano alcun supporto. Non cambierò opinione» ha concluso con grande lucidità. Photo Credit: Getty Images