Ceo Wta: "Probabilmente non ci sarà un ritorno alla normalità prima del 2022"



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Ceo Wta: "Probabilmente non ci sarà un ritorno alla normalità prima del 2022"

Inutile nascondersi: la cancellazione del "500" di Washington ha spalancato le porte a pochi, pochissimi scenari. Lo spicchio di stagione negli States potrebbe saltare completamente. Dopo le parole di Andrea Gaudenzi, sicuro che una decisione definitiva verrà presa entro massimo due settimane, ha provato a tirare un bilancio anche Steve Simon.

CEO della WTA. «Questo non è un periodo normale. Dobbiamo operare in un mondo pieno di imperfezioni, cercando ovviamente di trovare un equilibrio. Abbiamo ancora molti problemi legati alla quarantena, ma questo probabilmente sarà un problema che avremo fino alla fine dell'anno» ha spiegato al periodico austrlaiano "The National" nelle scorse ore.

La normalità è ancora lontana. "Al momento è tutto provvisorio. Ci troviamo comunque in una situazione in cui dobbiamo provare a fare il possibile per utilizzare quello che rimane di questo anno come un banco di prova.

Come vivremo il virus e come inizieremo a muoverci nel futuro, per intenderci, perché dovremo conviverci ancora a lungo. Dobbiamo capire come andare avanti, avere come obiettivo primario quello di salvaguardare la salute di tutti, perché probabilmente non ci sarà un ritorno alla normalità prima del 2022.

E manca davvero tanto. Allo stesso tempo dobbiamo cercare di offrire delle garanzie alle giocatrici e ai tornei. Non vogliamo perdere i nostri sponsor e quindi continuare a lavorare in questa direzione. Ci sono ancora tante persone che vogliono continuare a investire nel nostro sport».

Swing asiatico in dubbio: "Adesso è un 50/50"


Insomma, il circuito femminile ripartirà da Palermo il prossimo tre agosto e si spsosterà la settimana successiva a Praga. Ovviamente in bilico il torneo di Lexington, in Kentucky.

In bilico c'è ovviamente anche la tournée in Asia prevista dopo quella in Europa (che allo stato attuale dovrebbe essere l'unica certa) con Simon che non ha creato false illusioni. «Se saremo in grado di giocare in Cina oppure no, probabilmente lo sapremo nelle prossime due settimane.

Siamo in continuo contatto con le entità governative e stiamo ovviamente cercando di valutare se ci siano o meno le circostanze per poterlo fare. Non so, diciamo che allo stato attuale è un 50/50» ha concluso.