MaliVai Washington: "Ho subito episodi di razzismo nel tennis e fuori dal tennis"



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MaliVai Washington: "Ho subito episodi di razzismo nel tennis e fuori dal tennis"

MaliVai Washington è stato l’ultimo afroamericano a raggiugnere una finale Slam. Era il 7 luglio del 1996 e Washington si apprestava ad affrontare Richard Krajicek a Wimbledon, in una delle finali più sorprendenti della storia del tennis.

All’olandese bastarono tre set per chiudere la finale e portare a casa il trofeo più ambito da ogni tennista. “È angosciante ed anche un po’ triste” , ha dichiarato Washington alla CNN pensando al fatto che negli ultimi 24 anni nessun atleta afroamericano è riuscito ad eguagliare o superare il suo risultato nei tornei dello Slam.

“Sono sorpreso, in generale, del fatto che non abbiamo più tennisti americani capaci di imporsi nel circuito maschile, ma anche giocatori di colore di alto livello. Finale Slam? È come catturare un fulmine in una bottiglia.

L’ultimo uomo americano a raggiungere la finale di un Major è stato nel 2003 Andy Roddick. Questo dimostra quanto sia difficile non solo per le persone di colore, ma per le persone in generale, raggiugnere tale risultato.

Ciò dipende molto da Roger Federer, Novak Djokovic e Rafael Nadal” .

MaliVai Washington e il razzismo nel tennis

Washington sa di essere stato fortunato rispetto ad altri giocatori. È stato suo padre a spingerlo verso il mondo del tennis quando aveva cinque anni.

La sua educazione ha visto al centro di tutto sempre l’etica del lavoro, quell’etica che gli ha permesso di andare avanti e non fermarsi mai. “Ho adorato Yannick Noah. Mi è stato chiesto di scaldarlo agli US Open quando ero ancora molto giovane.

Ho pensato fosse la cosa più bella del mondo. Ero preoccupato di rovinare tutto. È stato un momento speciale per me” . Non tutto, però, è stato speciale in questa avventura. Cresciuto in uno sport definito da molti per bianchi, Washington ha cercato di non lasciarsi condizionare da queste inappropriate e anacronistiche voci.

“Ho subito episodi di razzismo sia nel tennis che fuori dal tennis. Ci sono state delle volte in cui dovevi disputare tornei Junior ma sapevi che non potevi farlo in determinati club. Non permettevano ai giocatori di colore di entrare in alcuni circoli.

Anche nei sorteggi vedevi episodi di razzismo. Su 32 partecipanti, 3 erano di colore e spesso si affrontavano al primo turno. Potresti pensare: ‘Va bene, potrebbe essere stato solo un caso’ . Ma poi, quando succede più volte, inizi a meravigliarti. Direi che ogni tennista di colore ad un certo punto si sia reso conto di questa cosa” .