Sania Mirza sull’Adria Tour: “Non credo ne avessimo bisogno”



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Sania Mirza sull’Adria Tour: “Non credo ne avessimo bisogno”

Sappiamo tutti com’è terminata l’esperienza dell’Adria Tour, vale a dire con un nuovo focolaio di Coronavirus localizzato adesso nei Balcani. L’evento, tanto desiderato da Novak Djokovic, aveva lo scopo di raccogliere denaro in beneficenza e nel frattempo di aiutare i giocatori del Tour ATP a tornare progressivamente competitivi, dopo quattro mesi di stop assoluto.

A parlarne è stata anche l’indiana Sania Mirza, in una recente intervista ad Hindustan Times.

Mirza sul circuito di Novak Djokovic

Classe 1986, Sania è stata numero 27 del mondo in singolare nel 2007. In questa specialità, in cui ha vinto un’edizione del torneo di Bangalore, ha raggiunto al massimo gli ottavi di finale a Wimbledon.

I suoi migliori risultati provengono però dal doppio, in cui è stata capace di vincere gli Australian Open, Wimbledon e gli Us Open, oltre a raggiungere anche una finale al Roland Garros. Detentrice di due edizioni delle WTA Finals, in doppio è stata la numero uno del mondo per la prima volta cinque anni fa.

“Da quel che ho sentito, stanno cercando di andare avanti”, ha detto Mirza, parlando della ripresa del circuito dopo quanto accaduto all’Adria Tour. “Sinceramente, non so se questo accadrà. E’ difficile per me stare qui seduta e predire cosa succederà nel mondo tra due mesi e valutare la situazione laggiù”.

La giocatrice di Bombay ha poi più specificamente parlato del circuito voluto da Djokovic: “Non se sia una lezione tempestiva che il mondo del tennis aveva bisogno di imparare da alcuni dei nostri migliori giocatori.

Non penso ne avessimo bisogno. Realisticamente, dopo quanto andato in scena all’Adria Tour, penso che adesso le persone ci penseranno due volte prima di tornare sul circuito. Questo è un rischio per la salute, non è uno scherzo.

Dovremo solo aspettare e vedere, perché adesso è come se vivessimo giorno per giorno”. In India i casi di contagio da Covid-19 sono oltre 620 mila e le vittime più di 18 mila.