Sinner è pronto a crescere sotto il segno di Rafael Nadal e John McEnroe



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Sinner è pronto a crescere sotto il segno di Rafael Nadal e John McEnroe

Jannik Sinner è solo all’inizio del suo percorso di crescita, non potrebbe essere altrimenti per un ragazzo di appena 18 anni. Eppure qualcosa lo rende diverso dalla maggior parte dei suoi coetanei. Le sua qualità tecniche ed atletiche non possono essere messe in discussione, ma ciò che più colpisce è la sua forza mentale.

L’altoatesino ha dimostrato negli ultimi mesi di vivere su una vera e propria nuvola. Una nuvola che non può essere scalfita dall’attenzione dei media o dalle aspettative dei fan, perché mentre il mondo continua a parlare di lui, Jannik è ancora in campo e sta colpendo l’ennesima palla della giornata.

Lo si è visto alle Next Gen ATP Finals ed in alcuni incontri disputati nel circuito maggiore: Sinner sembra non sentire la pressione, sembra rendere meglio proprio nei momenti decisivi di un match. A crescere Sinner ci sta pensando una delle eccellenze italiane, ma definirla mondiale non è per niente un azzardo, ovvero Riccardo Piatti.

Piatti, Sinner e l'importanza delle lezioni dei campioni

L’allenatore italiano ha parlato proprio del “suo” ragazzo in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. “Lui vive per il suo sport, non gli pesa nulla.

Anche durante il lockdown, in casa, si è sempre allenato. Questa abnegazione è una caratteristica fondamentale se vorrà diventare un campione. Però attenzione, di strada da fare ce n’è ancora tanta.

Tantissima. Non sono i complimenti quelli che cerchiamo per Jannik. Certo, fanno piacere ma io ho interesse che lui si confronti spesso con i grandi perché ne capisca i meccanismi mentali. I fuoriclasse come Federer sono benedetti dal talento, ma hanno un modo di ragionare completamente diverso dagli altri.

È questo che voglio che Sinner assorba da loro. Fino a tre anni fa il ragazzo giocava a tennis tre volte alla settimana, ha imparato tanto ma c’è ancora molto da fare. Per questo voglio che lui osservi, capisca come i big gestiscono i momenti importanti dei match.

Spesso la partita gira su cinque o sei punti decisivi, e i campioni sanno sempre come giocarli. Più Sinner li vedrà all’opera da vicino più in fretta crescerà. Ho parlato con Carlos Moya e appena potremo faremo altri incontri con Rafa.

La sua tenacia, il suo modo di affrontare le difficoltà in campo, la forza mentale sono rare forse più del suo gancio mancino. Voglio che Jannik lo veda, ci parli, vada a mangiare con lui, chieda e si confronti.

Sono in contatto con John McEnroe, quando saremo negli Stati Uniti lo incontreremo perché la sua personalità può essere molto utile al ragazzo. Altro che pazzo, John è un uomo di straordinaria intelligenza: frequentarlo non potrà che far bene alla personalità di Jannik. Ma non devono parlare solo di tennis, quelle che potrà dargli saranno lezioni utili per la vita" .