Pospisil: "US Open? Ci sono ancora dei punti che non vanno e bisogna risolverli"



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Pospisil: "US Open? Ci sono ancora dei punti che non vanno e bisogna risolverli"

I vertici del tennis mondiale hanno definito il nuovo calendario della stagione che lancerà la ripartenza ufficiale del tennis. Soffermandoci in particolare sul Tour ATP, il circuito maschile ripartirà il 14 agosto da Washington, dove si svolgerà la 52ª edizione del Citi Open.

Toccherà poi al Masters 1000 di Cincinnati e agli US Open, che si disputeranno entrambi a Flushing Meadows e che chiuderanno la stagione americana il 13 settembre. Il Tour si trasferirà successivamente in Europa per la stagione sul rosso.

Saranno tre i tornei che precederanno il Roland Garros: l’ATP 250 di Kitzbuhel ed i Masters 1000 di Madrid e Roma. Lo Slam parigino aprirà i battenti infine il 27 settembre. Vasek Pospisil, da sempre uno dei tennisti più attivi all’interno del Consiglio Giocatori ATP, ha parlato della nuova programmazione in un’intervista a TSN.

I dubbi di Pospisil sulla prossima edizione degli US Open

“Ci sono molti problemi, domande e preoccupazioni” , ha spiegato il canadese. “Ho sentimenti contrastanti su come si stanno muovendo per gli US Open.

Capisco che si tratta di un business e anche in queste condizioni sono riusciti ad assicurare il montepremi e un ricavo. Ma la mia preoccupazione riguarda l’assenza di un torneo di qualificazione per tennisti dalla bassa classifica, e così facendo non sono sicuro che tutti i giocatori riescano a farcela.

Bisogna stare molto attenti quando si ha a che fare con il ranking perché non vogliamo affatto che alcuni riescano a salire in classifica mentre altri no. Insomma ci sono ancora dei punti che non vanno e bisogna risolverli, non è perfetto ora.

Come membro dei Consiglio dei Giocatori la mia priorità è che si mantenga sempre un livello di equità e che non ci siano svantaggi per alcuni. È stato bello avere una piccola pausa perché a livello mentale quando giochi da oltre dieci anni è molto stressante.

Sono sicuro che molti giocatori torneranno molto rinfrescati e raggiungeranno un livello più alto di quello che avevano prima. Le partite senza pubblico certamente avvantaggeranno certi giocatori, magari quelli più monotoni ai quali non piace giocare davanti alla gente, mentre sarà uno svantaggio ad esempio per tennisti come me che amano il tifo della gente.

Ma comunque l’impatto di questa decisione sul gioco sarà relativamente piccolo perché quando scendi in campo si tratta di una sfida uno contro uno, tu e il tuo avversario, e per entrambi c’è la volontà di prevalere. Sarà interessante per me personalmente, non so come reagirò” .