Murray preoccupato, Evans: "Djokovic dovrebbe sentirsi il responsabile"



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Murray preoccupato, Evans: "Djokovic dovrebbe sentirsi il responsabile"

Andy Murray ha espresso più volte la volontà di giocare agli US Open riprogrammati alla fine di agosto, ma si dice preoccupato per la questione legata al coronavirus, specialmente dopo quanto è accaduto all’Adria Tour, torneo nel quale Grigor Dimitrov, Borna Coric, Viktor Troicki e due allenatori fra gli altri sono risultati positivi al tampone.

La decisione di volare a New York e giocare lo Slam a Flushing Meadows sarà presa da Murray in base a come andranno le cose rispetto ad ulteriori focolai di Covid-19. Dopo aver visto le immagini di tennisti all’interno di una discoteca di Belgrado lo scorso fine settimana che hanno poi giocato all’Adria Tour a Zara, in Croazia, Murray si chiede come la US Tennis Association controllerà i movimenti dei giocatori a Flushing Meadows, dove i tennisti dovranno resistere alle luci intense di New York.

"Si vive in una bolla, ma qual è la punizione per le persone che non si attengono alle regole che sono state stabilite?" si chiede il tennista scozzese. "Immagina una situazione in cui sei nelle ultime fasi degli US Open, e poichè qualcuno è uscito da questa bolla, infrangendo le regole, o ha fatto qualcosa che non avrebbe dovuto fare, tu rischi di contrarre il virus mettendo a repentaglio la possibilità di giocare i quarti di finale o le semifinali degli US Open.

Sarebbe estremamente frustrante. Quindi, come fanno a controllare tutto alla perfezione?"

Murray chiede sicurezza e controlli efficaci

Il britannico Daniel Evans ha dichiarato, riferendosi al serbo numero uno del mondo e presidente del Consiglio dei giocatori dell'ATP: “Non credo che avrebbe dovuto tenere una festa tra giocatori e ballare l'uno sull'altro.

Dovrebbe sentirsi responsabile del suo evento e di quello che è accaduto. È un cattivo esempio da dare, anche se le linee guida in quel paese non sono prevedono un distanziamento di due metri. Non è uno scherzo, vero? C'è stato un totale disprezzo per quello.

È davvero un peccato che Grigor e Coric si siano infettati. Spero che non ci siano ripensamenti ora sugli US Open a causa di questi eventi sfortunati" Murray ha riconosciuto che il virus si è attenuato in Serbia e Croazia, ma ha sottolineato che il tennis è un'attività globale.

"Una volta che inizi a coinvolgere i viaggi internazionali, con giocatori e membri del team provenienti da tutte le diverse parti del mondo, devi assicurarti di prendere tutte le misure di sicurezza e tutte le precauzioni che puoi, per cercare di evitare una situazione come quella che si è verificata in Croazia"

Murray è pronto a riprendere ai massimi livelli, non giocando dalle finali della Coppa Davis a novembre: “Non mi importa quale sia la situazione, purché sia sicura. Se mi dicessero che posso portare una persona con me, probabilmente andrei con un fisioterapista.

Non è una situazione perfetta, ovviamente. Dal punto di vista delle prestazioni, è difficile. Ma queste sono situazioni senza precedenti, quindi devi accontentarti di ciò che è possibile. Questo genere di cose non mi disturberebbero molto. Per me si tratta solo di una questione di sicurezza"