Tsitsipas: "Non mi piace proprio giocare contro John Isner", ecco il motivo



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Tsitsipas: "Non mi piace proprio giocare contro John Isner", ecco il motivo

In questo periodo di pandemia Stefanos Tsitsipas si è raccontato spesso ai media e negli ultimi tempi il giovane talento greco ha parlato ai microfoni di El Tiempo. Ecco le sue dichiarazioni: "Negli ultimi anni il tennis è cambiato molto, ci sono diversi giocatori che giocano ancora più offensivo e la potenza è il fattore principale che caratterizza gli ultimi anni.

Tutti i tennisti nei tempi recenti sono davvero molto potenti. Alla fine questo è stato so un evoluzione di questo sport e non possiamo fare nulla a riguardo. O meglio, io attuerei qualche cambiamento, ma in realtà non penso sia possibile"

Il nuovo tennis è solo potenza? "Dall'interno questo sembra, quando gioco con John Isner, lui ha un servizio molto potente ed è frustrante che durante le sfide contro di lui non gioco a tennis. Cerco sempre di fare aggiustamenti tattici, ma contro giocatori del genere è difficile fare qualcosa.

Il nostro è uno sport strano ed un solo colpo può decidere una partita. Riguardo Isner, non voglio togliergli meriti, alla fine non parliamo di fortuna, ma è una sua abilità. Però allo stesso tempo in questo modo il gioco è molto monotono.

Tsitsipas e la sua crescita nel mondo del tennis

Il numero 6 al mondo ha poi parlato della crescita dall'infanzia fino a diventare una stella del tennis: "Abbiamo molto stress, sia pre che post match e si ha l'obiettivo costante di raggiungere i propri obiettivi.

Bisogna interiorizzare fin da piccoli che non puoi fare servizi vincenti e colpi vincenti in qualsiasi momento, bisogna avere pazienza e nel tennis è una questione più mentale che fisica. È vero, il tennis è uno sport, ma noi dobbiamo vederlo come un lavoro"

Sui Big 3: "Sono molto positivo, gioco al meglio contro chiunque e sono consapevole che non si può vincere sempre. Dobbiamo assumerci la responsabilità che prima o poi dovremo superare i Big Three, per entrare in coloro che hanno vinto titoli dello Slam servono lotta, dolore e sacrificio.

È bello per lo sport avere qualcosa di diverso e servirà solo carattere per riuscire a vincere. Devo dire che il successo non mi ha cambiato, vincere le Atp Finals non ha cambiato nulla e sono sempre la stessa persona di 6 anni fa.

Voglio essere fedele al mio sport, condividere tutto con la mia famiglia e provare a essere migliore. Voglio restare me stesso e aiutare chi ha più bisogno. Alcuni possono criticarmi, ma è difficile soddisfare tutti e accettare le loro richieste"