Daniel Evans si racconta: "Ecco la mia reazione dopo la squalifica per doping"



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Daniel Evans si racconta: "Ecco la mia reazione dopo la squalifica per doping"

Scendere agli inferi e provare a salire con la maggior forza possibile. Pagare un grave errore ed avere continui sensi di colpa oltre all'essere attaccato dalle persone che tu reputi essenziali nella tua vita. Tutte queste considerazioni riguardano il tennista Daniel Evans dopo che è rimasto fermo tanto tempo nel circuito a causa della positività alla cocaina in un controllo antidoping.

Daniel Evans è rimasto un anno senza competere ma è rientrato nel circuito ed ha recentemente raggiunto i suoi livelli migliori. Ha raggiunto infatti prima della pandemia il suo Best Ranking, ovvero la 28 posizione al mondo.

L'inglese ha raccontato questo e tanto altro ai microfoni del Daily Mail. Ecco le sue dichiarazioni: "Ancora oggi ripenso a quanto sono stato stupido, ma ho imparato a non pensarci e a non guardare indietro. Durante quella stagione fui sospeso e mi odiavo, ho fatto diverse cose brutte , non sono stato in grado di accettarle e mi odiavo per tutto questo.

Non controllavo le mie emozioni e continuavo a comportarmi come un idiota. Sono andato da uno psicologo dello sport e mi ha fatto riflettere su tutta la rabbia accumulata dopo quello che era successo"

Il ritorno delle motivazioni di Evans

Il tennista ha poi continuato: "Mi sono reso conto che non potevo continuare così, ero spesso arrabbiato e parlavo male delle persone intorno a me.

Sapevo di avere una nuova chance ora e, nonostante le cose non erano facili, sono riuscito a dimostrare a tutti che, si, ho fatto un grave errore ma che avevo un futuro nel tennis. È stato deludente inizialmente notare che diverse persone che consideravo amiche mi hanno voltato le spalle, anche al mio ritorno sui campi da gioco.

Alcuni tornei mi hanno negato gli inviti, ma non mi sono fatto prendere dalla rabbia e sono andato avanti. Il primo torneo che ho disputato dopo la squalifica è il Challenger di Glasgow dove partii dalle qualificazioni.

Quando penso a quello che sono stato capace di fare sono orgoglioso di me stesso. Alla fine ho fatto un buon lavoro" Evans ha ormai 30 anni e non vede l'ora di tornare in campo.