Musetti: "Sogno di diventare il numero 1. Lo dico con lo spirito di un bambino"



by   |  LETTURE 1554

Musetti: "Sogno di diventare il numero 1. Lo dico con lo spirito di un bambino"

Il 2020 di Lorenzo Musetti era iniziato nel migliore dei modi. Dalle ottime prestazioni in Australia, nel tabellone di qualificazione del primo Slam dell’anno, alla fantastica partita disputata con un Andrej Rublev in grande spolvero a Dubai, persa in due lottatissimi set; il giovane tennista italiano ha dimostrato di avere il talento per poter imporsi a livelli ancora più alti.

La vittoria da predestinato agli Australian Open Junior, con tanto di battesimo di Novak Djokovic, ha messo molta pressione a Lorenzo.

Dalla vittoria agli Australian Open Junior ai sogni del giovane Musetti

"Mi sono abituato e sono maturato, soprattutto dopo il boom mediatico che è seguito al mio successo dello scorso anno agli Australian Open junior" , ha spiegato l'azzurro in un'intervista a Tuttosport.

"Un mese continuo di chiamate, interviste, ospitate. Ho fatto un po’ di fatica a rifocalizzarmi interamente sul tennis in quel periodo. Piano piano ho imparato a gestire la situazione, anche lavorandoci sotto il profilo fisico e motorio.

In certe situazioni mi si bloccava il diaframma, non riuscivo a fare ciò che volevo e mi innervosivo. Ho chiesto il supporto ad un ragazzo di Livorno che insegna agli apneisti e ne sono venuto fuori. Quando mi capita ora ho le contromisure"

I sogni di Musetti sono quelli di ogni ragazzo pronto, con umiltà, a scalare la classifica mondiale e lottare per i tornei più importanti. "Cosa voglio ottenere? Il massimo, e lo dico con lo stesso spirito di un bimbo che inizia a giocare, diventare il numero 1 del mondo.

In stagione, di concerto con il mio coach di sempre, Simone Tantarini, ci eravamo posti quale primo traguardo entrare nelle qualificazioni del Roland Garros. Mi mancavano ancora una cinquantina di posizioni in classifica mondiale, ma credo che sarei riuscito a scalarle visti i tanti appuntamenti che avrei potuto sfruttare.

Sarebbe stato fantastico giocare a Parigi. Ora l’imperativo è migliorarsi tutti i giorni mantenendo elevata la motivazione. Un mattoncino alla volta, per costruire una casa solida. Questa è la nostra filosofia"