Ex coach di Safin: "Non sapevamo se Marat avrebbe retto cinque set con Agassi"



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 Ex coach di Safin: "Non sapevamo se Marat avrebbe retto cinque set con Agassi"

Se è vero che i fenomeni si riconoscono sin da subito, la storia di Marat Safin non fa eccezione. Nel 1998, all’età di 18 anni, il russo superava a Parigi le qualificazioni del Roland Garros dopo aver sconfitto, nell’ordine, Davide Scala, Christian Ruud e Francisco Cabello.

Una cavalcata che valse al giovane Marat la prima partecipazione in carriera nel main draw di uno Slam: e il fato volle che Safin, allora numero 116 del mondo, si trovasse di fronte niente di meno che Andre Agassi. Pancho Alvariño, all’epoca allenatore del russo e poi direttore della celebre Accademia Tennis Val, ricorda bene quei momenti.

“Fui lì per il main draw insieme a Rafa Mensua, ma nelle qualificazioni nessuno dei due poteva accompagnare Marat” ha ricordato Alvariño. “Quindi Marat ha dovuto viaggiare con mio nipote, anche lui insegnava alla scuola di Peñasol.

Stava già giocando molto bene, aveva una buona classifica, sapevamo che era capace di tutto ma non immaginavamo che avrebbe ottenuto quel risultato in un torneo del genere. Quando ha passato le qualificazioni, sia Rafa che io siamo andati a Parigi”.

I dubbi di Alvariño sulla tenuta di Safin contro Agassi

Il match di primo turno contro Agassi sembrava proibitivo. “Abbiamo sempre pensato che Marat potesse giocare bene sulla terra battuta, sin dal primo momento in cui è arrivato all’Accademia” ha spiegato Pancho.

“Il nostro dubbio non riguardava l’aspetto tennistico, visto che disponeva di un immenso talento, piuttosto ci chiedevamo se Marat sarebbe stato in grado di reggere per cinque set contro un giocatore come Agassi, che ti faceva correre da una parte all’altra del campo.

E invece alla fine lottò come un campione, e lo stesso fece nelle due partite successive, finchè non perse agli ottavi di finale contro Cedric Pioline, anche in quel caso al quinto set”. Questo perchè, come lo stesso Alvariño non manca di sottolineare: “Il talento senza lavoro non esiste, glielo dicevamo sempre”.

Photo Credit: Getty Images