Forget: “Vorremmo che ci fossero tornei su terra prima del Roland Garros”



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Forget: “Vorremmo che ci fossero tornei su terra prima del Roland Garros”

Il transalpino Guy Forget, classe 1965, ha raggiunto al massimo la 4° posizione del ranking ATP nel 1991, anno in cui si spinse fino ai quarti di finale a Melbourne e a Wimbledon. A Parigi non ha mai superato gli ottavi di finale, così come agli Us Open di New York.

Vincitore di 11 titoli totali e ritirato nel 1997, dal 2016 è il direttore del Roland Garros, in programma quest’anno tra l’ultima settimana di settembre e la prima di ottobre. Apparso recentemente su Tennis Legends assieme a Mats Wilander e Justine Henin, il francese ha discusso della prossima edizione del French Open.

Le speranze di Guy Forget

Arrivato ormai alla sua 124° edizione, il Roland Garros vedrà ancora una volta lottare per la difesa del titolo nientemeno che lo spagnolo Rafael Nadal, vittorioso qui in dodici occasioni.

In campo femminile, la detentrice del titolo sarà stavolta l’australiana Ashleigh Barty, che lo scorso anno ha sconfitto in finale Marketa Vondrousova. “Abbiamo fatto un sacco di sforzi e investito quasi 400 milioni di euro per migliorare e modernizzare la struttura”, ha detto Forget.

“Eravamo rimasti indietro rispetto agli altri e il gap è stato adesso ridotto, in particolar modo con il rinnovamento del campo Philippe Chatrier. E’ per questo che eravamo così entusiasti di far scoprire alle persone il nuovo Roland Garros”.

Circa lo spostamento del torneo a fine anno e la nuova copertura dello Chatrier, il francese ha proseguito: “E’ un po’ come Wimbledon. La prima volta che abbiamo visto il campo centrale coperto dal tetto, mi ha fatto un po’ strano.

Penso che per il 90% del tempo rimarrà comunque aperto, ma sarà lì se ne avremo bisogno. Al momento, la possibilità di disputare il torneo sembra piuttosto positiva perciò speriamo che la situazione non faccia altro che migliorare, che i ristoranti tornino ad aprire, che gli spettacoli non troppo affollati riprendano e così via.

Stiamo lavorando a porte chiuse, naturalmente. Siamo in contatto costante con il governo. La terra rossa richiede tempo per potersi adattare e noi vorremmo che ci fossero altri tornei su terra prima del Roland Garros. Ad oggi, niente è stato approvato. C’è ancora tanta strada da fare”.