Ivo Karlovic: "Ho temuto di morire nel 2013, non ricordavo neanche il mio nome"



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Ivo Karlovic: "Ho temuto di morire nel 2013, non ricordavo neanche il mio nome"

Non è facile giocare a tennis quando si è alti 210 centimetri. Ne sa qualcosa Ivo Karlovic, che a 40 non ha ancora nessuna intenzione di appendere la racchetta al chiodo. Non tutti sanno che il gigante croato ha rischiato di morire nel 2013 a causa della puntura di un insetto, che gli aveva provocato una encefalite virale.

Karlovic e quel terribile spavento nel 2013

“Ricordo che mi trovavo nella mia casa a Miami nel 2013 e ho iniziato a notare uno strano formicolio al braccio. Mi sono svegliato alle 8 del mattino e ho pensato che il motivo fosse che avevo dormito in una posizione non corretta.

Dopo alcuni minuti, mia moglie mi ha posto una domanda e io non riuscivo ad articolare le parole. Con il passare delle ore, ho perso sensibilità al braccio e anche la capacità di parlare. Alla fine della giornata, non ricordavo neanche il mio nome o in che anno eravamo.

Non sono riuscito nemmeno a rispondere alle domande dei medici. Avevo molti mal di testa e mi hanno sottoposto a tantissimi test. Poi mi è stata diagnosticata l’encefalite” – ha raccontato Ivo in un’intervista al sito ufficiale dell’ATP.

Lo scorso anno è stato il più duro per Karlovic: “È stato davvero complicato. Avevo perso la voglia di allenarmi e di competere. Al Roland Garros sono sceso in campo con il pensiero di tornare a casa il prima possibile.

Quando ho perso, non ho sentito alcun dolore. Le cose non stavano andando come volevo e sono sceso molto nel ranking. Ho dovuto lottare contro me stesso. Mi ero posto come obiettivo quello di giocare gli Australian Open 2020, se non ce l’avessi fatta mi sarei ritirato.

Ho deciso di disputare cinque tornei Challenger alla fine del 2019, così ho staccato il pass per Melbourne. Le cose sono andate per il meglio, visto che poi ha raggiunto anche la finale a Pune”.