Michael Chang: "Ai miei tempi c'era più varietà, oggi sono tutti piuttosto simili"



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Michael Chang: "Ai miei tempi c'era più varietà, oggi sono tutti piuttosto simili"

La carriera di Michael Chang è stata contrassegnata da una miriade di emozioni, grazie anche ad una precocità che ha pochissimi eguali nella storia di questo sport. Nonostante i successi e le innumerevoli soddisfazioni, ci sono degli aspetti che l’ex numero 2 del mondo cambierebbe.

Il vincitore del Roland Garros 1989 lo ha rivelato in un’intervista a ‘Behind The Racquet’. “Quando fai parte del circuito, senti di avere una certa invincibilità. Non ti rendi conto del tempo che passa.

Io sono diventato professionista il giorno prima del mio 16° compleanno e mi sono ritirato il giorno prima di compierne 32. Quegli anni sono volati via. Ci sono stati dei momenti in cui mi sarei potuto divertire di più.

Probabilmente avrei trascorso più tempo a godermi la seconda posizione mondiale” – ha raccontato Chang. “Se avessi saputo che avrei giocato da professionista per più di 15 anni, probabilmente mi sarei allenato in maniera diversa.

Oggi i giocatori hanno una carriera molto più lunga perché sanno come preservare il proprio corpo. Molti Top 10 possono giocare oltre i 30 anni, questo non esisteva nella mia generazione. Allo stesso modo, il tennis è cambiato sotto il profilo della tecnologia delle racchette.

Ai miei tempi c’era un bellissimo mix di stili, la varietà era maggiore, oggi sono tutti piuttosto simili” – ha aggiunto.