Magnus Norman, Stan Wawrinka e le lacrime prima della finale dello Us Open nel 2016



by   |  LETTURE 1385

Magnus Norman, Stan Wawrinka e le lacrime prima della finale dello Us Open nel 2016

Magnus Norman, Former World No. 2 e storico allenatore di Stan Wawrinka, ha scambiato quattro chiacchiere con i ragazzi di Tennis with an Accent. «Rimpianti? Forse ho giocato troppo. Avrei dovuto essere più selettivo e guardare meglio al futuro.

Una cosa che ho imparato e che ho cercato di trasmettere ai miei ragazzi». Ed è vero. Dopo il ritiro, lo svedese si è reinventato con risultati eccellenti. Basti pensare che in compagnia di Soderling ha messo fine al primo regno di Nadal sulla terra di Bois de Boulogne.

«Dopo la sconfitta a Roma, abbiamo passato tutto la serata in palestra a confrontarci. E poi a Parigi lo ha battuto. Credo che a fare la differenza sia comunque stata la vittoria di qualche giorno prima ai danni di Ferrer, tutta una questione di fiducia».

Il sodalizio con Wawrinka - che dura ormai dal 2013 e che ha vissuto un singolo momento di rottura - ha portato invece a tre vittorie Slam. «Ci divertiamo. «Ricordo che il suo agente mi ha chiamato e ha tentato in tutti i modi di convincermi a lavorare qualche settimana con lui.

Dopo aver detto di no più e più volte, mi sono arreso. Mi è subito piaciuto lavorare con lui, davvero, ha un carattere molto diverso rispetto a Soderling e di solito ci capiamo in un minuto. Quando ha fiducia in se stesso e sta bene fisicamente, Stan è una minaccia per tutti.

Il suo è probabilmente uno dei rovesci migliori del circuito, ma abbiamo cercato di curare tutti gli aspetti del gioco». Lo svedese ha poi raccontato un aneddoto sulla finale di Flushing Meadows del 2016. «Ero molto orgoglioso di quello che avevamo fatto nel corso di tutta l'estate e allora ho pensato di dirglielo.

Vuoi per la tensione, vuoi per l'emozione, lui ha iniziato a piangere. E io ho fatto lo stesso. Entrambi abbiamo tirato fuori le nostre emozioni, non dimenticherò mai quel momento» E le ambizioni per il futuro? «Credo che Stan abbia ancora un paio d'anni ad alto livello.

Vincere gli Slam adesso è più difficile, ci sono i nuovi che premono. La cosa più importante in questo momento è che mantenga la forma fisica. So che sta lavorando da casa con i programmi di Pierre Paganini, quindi ho piena fiducia in lui». Photo Credit: Getty Images