Vania King si ritira senza poter giocare il torneo di addio


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Vania King si ritira senza poter giocare il torneo di addio

La tennista americana Vania King aveva deciso di annunciare il suo ritiro giocando l’ultimo torneo in carriara previsto per l’inizio della stagione su erba di questa estate. Non aveva fatto i conti, con l’emergenza sanitaria esplosa a causa del coronavirus e l’inevitabile sospensione di tutti i tornei di tennis del circuito maschile e femminile.

L'americana di 31 anni, vincitrice di due tornei del Grande Slam in doppio, aveva annunciato a febbraio che avrebbe appeso le sue racchette in uno dei suoi tornei preferiti: il Volvo Car Open di Charleston. "Sì, penso di essere in pensione adesso" ha confermato Vania King, parlando al telefono con Wtatatennis.com la scorsa settimana.

Nel singolo, King è stata numero cinquanta del mondo con un solo trofeo WTA vinto. Nel doppio invece si è aggiudicata quindici titoli, tra cui due Slam a Wimbledon e gli US Open, entrambi con Yaroslava Shvedova, raggiungendo il ranking di numero tre del mondo di doppio.

King aveva pianificato di ricongiungersi con Shvedova, il suo partner di maggior successo, un'ultima volta a Charleston prima di salutare il mondo del tennis, dopo anni passati a combattere un infortunio alla caviglia.

“Ho guidato fino a Indian Wells perché avevo giocato nella prima settimana di marzo il torneo WTA 125K Oracle challenger, a Long Beach, per poi scoprire che il torneo era stato cancellato. Sono tornata a casa e mi sono detta WOW è un torneo in meno per me.

Un torneo in meno fino alla fine" Quello che King non poteva sapere era che il suo ritiro si stava materializzando senza volerlo. Pochi giorni dopo, il BNP Paribas Open sarebbe stato solo il primo di una serie eventi cancellati di cui oggi ormai tutti sappiamo.

Quando Wtatennis.com ha intervistato Vania King, la tennista stava già organizzando un'iniziativa di aiuto contro il coronavirus, mettendo insieme la sua rete di conoscenze con il supporto di WTA Charities. “So che ci sono molte persone bisognose e ovviamente non posso aiutare tutti ma ho pensato che avrei potuto aiutare qualcuno e così ho fatto.

Per fortuna economicamente non posso lamentarmi, sto bene", ha riconosciuto King. A livello personale, King stava già guardando avanti e aveva un programma di conservazione della fauna selvatica della durata di un mese in Sudafrica, programmato a maggio, e poi un ritorno in Uganda a giugno per continuare a lavorare con la sua fondazione no-profit “Serving Up Hope”.

La pandemia ha anche fermato un altro suo grande progetto: quello di trasferirsi definitivamente in Australia. "Ho sempre amato l'Australia, sin da quando ero più giovane", ha spiegato. “Ci sono sempre posti che ami visitare in vacanza, ma non puoi rimanere così a lungo.

L'Australia è sempre stata un luogo dove sarei voluta restare. Ho partecipato al torneo di Hobart quest'anno, e poi a Melbourne, ovviamente, che ha confermato il mio desiderio di trasferirmi lì" King, a cui è stato concesso il visto permanente australiano tre anni fa, era fiduciosa che la sua decisione di trasferirsi potesse realizzarsi in tempi brevi.

Ma proprio come la maggior parte delle persone in questi tempi incerti, sta vivendo le cose un giorno alla volta. “Chissà, quando finirà tutto e potremo tornare a muoverci liberamente. Non so quando ci riuscirò, ma voglio davvero provarci un giorno”, ha concluso la tennista americana.

Hi everyone, I have some news for you. You haven’t seen me much over the past few years (many may have thought I was retired already 😝).

I was dealing with an ankle injury that I had surgery on a few years ago. Unfortunately it has never recovered even close to the functioning it had, prior to the injury. Tennis and professional sport is an arena where you need to be 100% all the time and it took me some time to accept, but I am unable to be the player that I used to be.

In a good way, I am also not the same person I used to be, as this challenging time has given me the chance for introspection and healing and a shift in priorities. That being said, I will be playing my last tournament in Charleston, with Slava Shvedova, my dear friend and most successful partner.

(You will also see me at Indian Wells and Miami) Thank you so very much to my family and friends, who have loved me through it all, to all my coaches, especially my most influential coach Tarik, who has always been there for me, and to all the fans and supporters who have followed me throughout my career.

Throughout it all, I am grateful to tennis, the sport I love, for teaching me about myself and others, for showing me true passion, and for setting a pathway for my future. Tennis will always be a part of me and I look forward to the next phase in my life.

I have started a path into the nonprofit sector, with my own nonprofit, Serving Up Hope, and am continuing my work with WTA Charities, so stay tuned for what’s next! Thank you for all the support, as always. With love, Vania 📷: Getty

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