Robin Soderling e la mononucleosi: lo svedese racconta la fine della sua carriera


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Robin Soderling e la mononucleosi: lo svedese racconta la fine della sua carriera

Quando parliamo di Robin Soderling non possiamo ricordare il match disputatosi il 31 Maggio 2009 al Roland Garros quando il re incontrastato sulla terra rossa di Parigi Rafael Nadal cadde agli Ottavi di Finale, sorprendentemente, contro il talento svedese.

A distanza di 16 anni, solo un tennista oltre Soderling, è riuscito a ripetere tale impresa e parliamo dell'attuale numero 1 al mondo Novak Djokovic. Successivamente Soderling si è fatto un nome nel circuito ed ha ottenuto grandi risultati.

Due finali consecutive al Roland Garros e una semifinale collezionata al Masters di fine anno raccontano solo parte della potenza di Soderling, che, nel 2011 fu costretto a fermarsi a causa della mononucleosi. Lo svedese aveva solo 27 anni e nessuno poteva immaginare che quello stop avrebbe rappresentato la fine della sua carriera.

Parlando al programma "Dietro la racchetta" Soderling ha raccontato una storia quasi straziante: "Ritirarmi è stata una decisione molto difficile. Ho giocato la mia ultima gara a 27 anni, ero nel mio momento migliore e purtroppo mi fu diagnosticata la mononucleosi.

Divenni stanco ed esausto, inizialmente ho continuato a giocare ma mi ammalavo facilmente a causa di un sistema immunitario molto debole. Nella mia mente sapevo che qualcosa non andava. Nonostante stavo ancora facendo bene, quando il mio sistema immunitario debole ebbe a che fare con la mononucleosi rimasi distrutto.

Era l'ultima cosa che il mio corpo poteva sopportare. I medici mi dissero che la presi per la prima volta a Indian Wells 2011, poi la situazione peggioro' a Bastad. Per sei mesi non sono uscito di casa, dopo un anno ho iniziato a sentirmi meglio.

Sono stato in grado di allenarmi, ma poi i sintomi sono ricomparsi. È stato frustrante ed ho capito che dovevo smettere con il tennis. Quando ho capito che era giusto smettere, all'inizio era difficile, poi è stato anche un sollievo.

Non ho più dovuto lottare per tornare a giocare e restare nell'incertezza. Se guardo indietro adesso, vorrei aver pensato anche ad altro oltre al tennis, magari aver studiato quando avevo 20 o 21 anni, le carriere nel tennis non sono lunghe e la fine arriva più velocemente di quanto pensi"

La vittoria su Nadal nel 2009? "Nessuno al mondo si aspettava che io vincessi quella gara. Era strano, solo dopo la stretta di mano, mi resi conto che non era la finale. Decisi di non rilassarmi , arrivai in finale ma alla fine ho perso quella gara.

Apprezzo tutti quelli che mi ricordano quel giorno, ma è Nadal la storia non io: nessun tennista nella storia vincerà 12 Roland Garros"