Mager: "Gli anni di gavetta sono serviti. Ho sempre seguito e ammirato Fognini"



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Mager: "Gli anni di gavetta sono serviti. Ho sempre seguito e ammirato Fognini"

Gianluca Mager ci ha regalato una delle storie più belle di questa prima parte di stagione. Il tennista italiano ha vinto la sua prima partita a livello ATP lo scorso 15 ottobre a Stoccolma e da quel momento ha capito di poter dire la sua anche nel mondo dei grandi.

Il classe ‘94 ha mostrato tutto il suo talento al torneo ATP 500 di Rio de Janeiro, dove ha battuto Dominic Thiem e raggiunto un’importantissima finale. Mager ora si trova a Sanremo, sua città natale, ed in un’intervista al al Secolo XIX ha parlato della sua routine quotidiana e del suo exploit di inizio 2020.

"Faccio addominali. Tanti addominali. Non è che di solito non li faccio, ma in queste giornate infinite ne faccio molti di più" , ha spiegato Mager. "Sono a casa a Sanremo, con la mia fidanzata Valentine.

Per fortuna ho un piccolo giardinetto e un terrazzino, posso fare esercizi di atletica, stretching, mobilità, tanti addominali. Guardo molte serie tv: ho appena visto Zerozerozero e aspetto che ricominci la Casa di carta.

Ho un avuto un buonissimo inizio anno, sono entrato nei top 100, ho esordito in Davis. Ma non mi lamento di certo. Intanto perché fuori di qui ci sono drammi veri. E poi perché sta peggio chi magari aveva giocato poco, e ora vorrebbe recuperare"

Mager si è poi soffermato sul suo rapporto con Fabio Fognini. "Ha qualche anno più di me, l’ho sempre seguito e ammirato perché è un grandissimo giocatore, e ha tanto talento. Caso Sinner? Sinceramente l’ho incrociato solo due o tre volte, e non ci ho mai giocato.

So che aveva già messo in programma i tornei in America. Ognuno fa le sue scelte. E poi non mi lamento di certo, visto che hanno convocato me" Gli anni di gavetta per Mager sono stati fondamentali, come le sue stesse parole possono testomoniare.

"Anche quelli sono serviti. Le battaglie con il Park Genova in Serie A, a giocarsi lo scudetto. I Futures, i Challenger. E’ stato un lungo percorso. Se hai un passato forte di tante partite giocate, è più difficile fare un passo indietro.

Anche se so benissimo che in questo sport c’è sempre il rischio di perdere tre o quattro primi turni di fila e andare in crisi"