Torna a parlare Nicolas Kicker, dopo la riduzione della squalifica a 2 anni e 8 mesi


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Torna a parlare Nicolas Kicker, dopo la riduzione della squalifica a 2 anni e 8 mesi

Torna a parlare pubblicamente Nicolas Kicker, il tennista argentino squalificato per sei anni dalla Tennis Integrity Unit dopo aver scoperto due match truccati dall’ex numero 78 del mondo: quello del Futures di Padova contro DuckHee Lee e quello del challeger di Baranquilla contro Giovanni Lapentti.

Kicker, dopo aver appreso la notizia della riduzione della squalifica a tre anni prima e a due anni e otto mesi poi, ha rilasciato un intervista al sito argentino Pagina12. L’ultima apparizione del tennista di Merlo è datata ottobre 2019, quando la Tennis Integrity Unit pubblicava un video girato otto mesi prima in cui Kicker, accettando il programma “riabilitativo” proposto dall’organo di controllo di match-fixing, si mostrava pentito e mortificato per aver truccato l’esito di alcuni suoi match in cambio di somme di denaro.

“Provo un incredibile sollievo. Ero molto incerto perché non sapevo se la sanzione fosse ridotta o meno. Ora ho già una data precisa per rientrare e posso fissare obiettivi per me stesso nel breve e nel lungo periodo", ha dichiarato Kicker.

Ripensando alla partita contro Lapentti dice: "A quel tempo i giocatori sono giovani, sono vulnerabili e viaggiano da soli perché non hanno abbastanza soldi per prendere l'allenatore. Tutti commettiamo errori, alcuni più seri e altri meno.

Ma la lezione più importante che ho imparato è che devi sempre dire la verità", Un ruolo fondamentale è stato quello della famiglia e del suo gruppo di lavoro: i suoi allenatori Juan Pablo Brzezicki e Juan Pablo Gándara, il personal trainer Estéban García Giménez e Mariela García, laureata in psicologia dello sport, infine l'avvocato Diego García Saenz.

In queste situazioni il contraccolpo più difficile da superare è quello psicologico: “Ho capito che c'è una vita dopo il tennis. Mi sono divertito in tutto questo tempo con mio figlio. La mia famiglia ha un club privato a Merlo e ci siamo dedicati a questo.

Ho anche iniziato a prendere lezioni di inglese, una lingua chiave per spostarsi durante l’anno nel circuito di tennis”. E poi continua: “Ho sempre cercato di tenere la mente occupata facendo diverse cose, come continuare con l'allenamento o fare i compiti con mio figlio.

La chiave è avere desiderio, fissare obiettivi. Il ruolo delle persone intorno a te è molto importante: la famiglia, la squadra, i miei amici. Ognuno gioca un ruolo molto importante in questi momenti. Parla anche del ruolo della federazione argetina rispetto alla sua vicenda: “Sono molto grato per il sostegno dell'AAT.

Mariano Zabaleta (vicepresidente) e Gustavo Marcaccio (vice capitano della squadra della Coppa Davis) sono sempre stati con me e mi hanno incoraggiato. Mi mandano sempre messaggi, abbiamo fatto diversi pranzi insieme e discorsi molto carini” Sempre più spesso dietro il mondo del match fixing ci sono vere e proprie organizzazioni criminali: “Prima cercano sempre di avere un contatto attraverso i social network.

Devi essere vigile. Fanno da sponsor, ti portano nella conversazione e ti promettono cose non vere. Vorrei avere la soluzione a questo problema, ma penso che sia un cosa molto delicata. È meglio stare attenti con le persone che si avvicinano a te, sia sui social network che personalmente.

E, soprattutto, devi essere chiaro sui tuoi valori e non farti ingannare”. Manca poco meno di un anno al ritorno di Nicolas Kicker nel mondo dei tennis professionistico: “Penso che sarà una bella sfida per me.

Fortunatamente questa volta. Tornerò meglio di prima. L’obiettivo che ho è quello di entrare nella top 30 del mondo”.