Jannik Sinner e Riccardo Piatti, insieme per crescere e vincere


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Jannik Sinner e Riccardo Piatti, insieme per crescere e vincere

Una delle sorprese più belle del tennis italiano della stagione 2019 è Jannik Sinner. Nel giro di un anno, ha conquistato la top 100 esprimendo un tennis da fare invidia a chi in quelle posizioni ci gioca da una vita.

Talento, età, convinzione, umiltà. Le doti dell’altoatesino sono sotto gli occhi di tutti e il successo nel torneo Next-gen hanno solo confermato il potenziale di un ragazzino ancora da sgrezzare. L'ATP, a distanza di qualche mese dalla vittoria di Milano, dedica sul suo sito un intervist al giovane italiano che ricorda cosi quel momento: “Ero felice ed emozionato di aver resistito sotto pressione davanti al pubblico di casa, ed ho capito che volevo provare quella sensazione sempre più spesso"

Riccardo Piatti, che aveva festeggiato il suo sessantesimo compleanno il giorno prima, ha brindato negli spogliato alla vittoria del suo pupillo, commentando così: “Jannik ama lo sport, vuole essere migliore e sta facendo tutto per riuscirci.

Sta guardando molte partite, si allena tanto e non perché è obbligato a farlo ma perché sa quello che vuole. È facile dedicare due o tre anni della tua vita ad una cosa, ma ho cercato far capire a Jannik che ha bisogno di dedicare almeno 15 anni della sua vita a questo sport"

La settimana dopo il torneo di Milano, a Ortisei, Sinner ha conquistato la sua terza corona del circuito challenger (prima aveva vinto a Bergamo e Lexington), concludendo una stagione che lo ha visto balzare dalla posizione numero 551 alla 78.

"Ho sempre cercato di alzare il livello del mio tennis, chiedendomi se fossi abbastanza forte da battere i ragazzi più bravi di me" Sinner, nel 2019 è diventato il giocatore più giovane ad entrare nella top 80 dopo Nadal, che a 17 anni aveva chiuso il 2003 da numero 47 del mondo.

"Ero in buona forma e mi sentivo bene sul campo, ho migliorato il mio schema di gioco che era ciò che volevo fare” dice Sinner. "Una folla può darti energia, che è molto importante per un giocatore.

Vincere il titolo di Bergamo all'inizio del 2019, dopo l’infortunio alla caviglia l'anno prima, è stato sicuramente un fattore determinante per migliorare ancora. Quando ho battuto Gael Monfils ad Anversa ho capito che potevo crescere ancora di più”.

"Non ho mai dubitato di essere un buon giocatore di tennis, dato che sono un gran lavoratore, ma ero più magro e più piccolo di adesso", ammette l’italiano. “Ero veloce, scendevo a rete, ma avevo bisogno di fiducia per trovare il mio tennis migliore.

In questo sport puoi vincere partite o un torneo e poi perdere tre o quattro primi turni di fila, quindi la decisione di giocare in tornei con giocatori molto più esperti di me era rischiosa. Ho sicuramente scelto la strada più difficile, ma mi sta aiutando a crescere e a gestire la pressione dei singoli match.

Senti di dover vincere ogni partita, ma devi capire che i risultati arrivano grazie ad un processo di apprendimento lento e costante" La decisione di far esordire Sinner nel circuito maggiore è stata presa da Riccardo Piatti.

Il suo inserimento è stato graduale. “Abbiamo iniziato con Futures e Challengers" dice Piatti che si sorprese del suo livello. "Quando ha iniziato a battere avversari sulla carta più forti di lui, ha capito che poteva puntare in alto” aggiunge il coach dell'italiano.

Dopo la vittoria del challenger di Bergamo, continua Piatti, la prima cosa che gli dissi fu “Molto bene, ma il livello dell'altro giocatore non era cosi alto ( Sebastan Ofner). Non sorprenderti se lo hai battuto, sei migliore dell'altro, ma ora dobbiamo trovare giocatori più forti"

Claudio Pistolesi ,ex numero uno al mondo junior del 1985, che all'inizio della sua carriera è stato allenato da Piatti, crede che Sinner sia sulla buona strada. "È molto completo fisicamente, tecnicamente e mentalmente", ha dichiarato al sito ATP Tour.

“L'Accademia e Piatti possono proteggere Jannik dagli errori del passato sullo sviluppo dei giocatori italiani. Piatti è bravo, ed è giusto che al momento Jannik dia la priorità alla sua carriera da tennista”, ha concluso Pistolesi.

Sinner ha sviluppato un'eccezionale velocità sia sul dritto che sul rovescio, cosa notata anche da Roger Federer, e riesce a prendere campo togliendo il tempo ai suoi avversari. Piatti, che per primo ha notato il potenziale quando lo ha visto giocare per la prima volta all’età di dodici anni, dice: “Ero a Milano in un torneo e l'ho visto perdere 6-1, 6-2, ma era l'unico che ha provato a giocare davvero a tennis.

Aveva l'atteggiamento da vincente. Non si limitava a mandare la palla dall’altro lato. Era calmo e in grado di colpire bene la palla, ma gli mancava potenza. La sua personalità adesso è cresciuta e, a differenza di molti giocatori che ho allenato, posso parlargli apertamente 30 minuti dopo una sconfitta, piuttosto che aspettare il giorno successivo.

Posso parlare con lui per sei ore di tennis. Non si distrae e preferisce guardare le partite di Nadal-Federer, piuttosto che andare al cinema" Sinner sta attualmente lavorando a Monaco per evitare di allenarsi in Italia per limitare al massimo i rischi di contrarre il coronavirus.

"È tornato dagli Stati Uniti lo scorso venerdì e da allora si è allenato una volta al mattino e una volta al pomeriggio. Non sappiamo quando inizieranno i tornei ne quando dovremo intensificare i nostri allenamenti” afferma Piatti.

“Per adesso lo sta seguendo un medico e ci aspettiamo che cresca ancora fisicamente, circa altri quattro centimetri. Deve giocare e lavorare, ma dobbiamo trovare il giusto equilibrio per non spingerlo troppo. Quando avrà 22, 23 anni, sarà pronto a competere nei tornei più grandi" conclude Riccardo Piatti.

Sinner ora sta imparando che vincere come Djokovic, Nadal e Federer hanno fatto per così tanti anni è complicato. Il next-gen in merito a questo dice: "L'obiettivo è la coerenza delle prestazioni, applicarsi ogni giorno per migliorare ogni aspetto del proprio gioco, perché nelle partite un avversario non ti permetterà di giocare sempre il tuo colpo migliore e non puoi giocare alla stessa velocità.

Piatti sa che sono attento e pretendo molto da me stesso, ma lavoro sodo. Chiede pazienza, quindi devo essere paziente", ha concluso l’altoatesino.