Andy Murray: "Non è normale che solo l'11% dei coach alle Olimpiadi siano donne"


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Andy Murray: "Non è normale che solo l'11% dei coach alle Olimpiadi siano donne"

Andy Murray è sicuramente uno degli sportivi che più si è schierato a favore delle pari opportunità nel mondo del tennis. In una lettera aperta indirizzata al Comitato Olimpico Internazionale, il tre volte campione Slam ha ribadito alcuni di questi valori.

“Quando si tratta di mentalità, abilità e intelligenza, non c'è motivo per cui una donna non possa essere una brava allenatrice, esattamente al pari di un uomo” ha scritto Andy. “I migliori allenatori dovrebbero essere le persone migliori, non è normale che solo l'11% dei coach alle Olimpiadi siano donne, per esempio.

C'è ancora molto lavoro da fare, speriamo che le cose cambino il giorno in cui le donne avranno più opportunità”. Murray non si è mai limitato soltanto alle parole, come dimostra la scelta del suo ex coach, Amelie Mauresmo.

La reazione che ho visto nelle persone dopo aver annunciato che Amelie Mauresmo sarebbe stata la mia allenatrice, anche nei membri del mio team o comunque nelle persone molto vicine a me, mi fece capire che abbiamo davvero un problema” ha rivelato il due volte oro olimpico.

“Il motivo per cui mi facevano continuamente domande era basato esclusivamente sul fatto che fosse una donna; nessuno era interessato alle sue capacità o ai risultati che aveva raggiunto in carriera”. “Io ho fatto bene durante il sodalizio con Amelie, ho raggiunto anche una finale Slam, ma molti pensano che quel periodo sia stato un fallimento solo perché non sono riuscito a vincere un Major” ha proseguito Murray.

“Le persone le hanno dato la colpa per questo, per un qualcosa di cui non avevano mai incolpato nessuno dei miei precedenti allenatori. Prima ero sempre stato io a ricevere le critiche. Con Amelie, quando perdevo, le domande che poi mi venivano fatte si concentravano sul nostro rapporto, cercando di comprometterlo”.

Photo Credit: Getty Images