Gianluca Mager: "Quando mi ha telefonato Barazzuti non riuscivo a parlare"


by   |  LETTURE 3099
Gianluca Mager: "Quando mi ha telefonato Barazzuti non riuscivo a parlare"

Dopo l’indimenticabile settimana vissuta a Rio, Gialuca Mager, finalista sconfitto dell’Atp 500 di Rio de Janeiro, torneo in cui ha battuto anche Thiem, si prepara all' esordio in Coppa Davis il prossimo 6 e 7 marzo contro la Corea del Sud.

“Il tennis è uno sport pazzesco - sottolinea il ligure - qualche settimana fa ero a Buenos Aires e perdevo al primo turno delle qualificazioni contro il numero 300 del mondo. Ora sono qui a Cagliari con la nazionale e devo ancora ben realizzare di essere entrato tra i primi 100”.

Numero 79 per la precisione. Gran servizio e un ottimo dritto carico, con il quale ama prendere in mano lo scambio e spesso chiudere il punto. Lo aiuta pure un fisico strutturato, perché guarda tutti dall’alto dei suoi 188 centimetri.

“Per me vestire la maglia della nazionale è il massimo, essere qui è motivo di orgoglio. Dal primo giorno in cui da bambino ho preso in mano una racchetta da tennis sogno di giocare in Davis. Continuo a ripetermelo, ma non riesco a credere che sia proprio così.

Quando ho risposto al telefono e ho capito che dall’altra parte c’era Barazzutti quasi non riuscivo a parlare”, confessa. Da due anni del suo team fa parte la fidanzata Valentine Confalonieri (ex giocatrice di buon livello) insieme a Matteo Civarolo e al preparatore atletico Diego Silva.

E ora anche Flavio Cipolla. “Ho deciso di tornare a casa perché sapevo che si sarebbe creato un ambiente ideale con persone che mi conoscono da sempre. L’arrivo di Cipolla nello staff? Valentine mi ha consigliato di aggiungere un elemento molto esperto al mio team e Flavio è perfetto”.

Dopo la lunga militanza nei challenger, ecco che sta cominciando a respirare il profumo del grande tennis. “Sono nel pieno della maturazione - spiega - e sono molto soddisfatto per il livello di tennis che sto esprimendo già dallo scorso anno, quando ho vinto tre challenger.

Ora mi rendo conto che non c’è una differenza abissale con chi frequenta normalmente il tour maggiore”.Dopo la finale a Rio ovviamente la posta e le aspettative si alzano: “La mentalità è la cosa più importante, a questi livelli fa la differenza.

Ora giocherò tornei più grandi, ma il mio obiettivo resta allenarmi al massimo, lavorare e migliorare senza montarmi la testa. Non devo pensare di essere arrivato, la finale di Rio e la convocazione in Davis non bastano. La prima regola nel tennis è dare il massimo ogni giorno e non mollare mai un punto" ha concluso Mager.