Leo Borg: "Papà mi suggerisce di divertirmi e di imparare sempre qualcosa di nuovo"


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Leo Borg: "Papà mi suggerisce di divertirmi e di imparare sempre qualcosa di nuovo"

L’esordio di Leo Borg nel mondo dei professionisti è durato appena 46 minuti. Il figlio dell’undici volte campione Slam ha perso contro Chun-hsin Tseng, numero 301 del mondo, con il risultato di 6-3, 6-1.

Difficile prevedere un epilogo diverso considerando che il piccolo Borg non aveva mai disputato partite di questo calibro. In un'intervista alla Gazzetta dello Sport, il giovanissimo tennista svedese ha parlato del rapporto con suo padre.

“Non guardo i suoi vecchi match e le sue imprese, nemmeno i video su Youtube" , ha raccontato Leo. "Non credo sia utile per me, non aggiungerebbe nulla a quello che so. Devo stare concentrato su me stesso. Che poi è quello che mi dice lui.

Mi suggerisce di divertirmi, di imparare sempre qualcosa di nuovo ogni giorno. Pressione? Certo che ne sono consapevole, ma cosa posso farci? Nulla, non posso cambiare l’attenzione nei miei confronti, devo concentrarmi su ciò che è nel mio controllo"

Leo Borg sembra comunque avere le idee chiare sui miglioramenti da apportare al suo tennis. "Nel servizio devo migliorare tanto, e così nel gioco di gambe. Il rovescio sì, è il mio punto di forza, ma per diventare professionista e raggiungere i top players serve continuità"