La rivincita di Taylor Townsend: “Orgogliosa di ciò che sono diventata”



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La rivincita di Taylor Townsend: “Orgogliosa di ciò che sono diventata”

Numero 77 del mondo nelle ultime classifiche WTA ma già 61° lo scorso anno, la tennista ventitreenne di Chicago Taylor Townsend è stata fin da subito una giovane stella di questo sport: già numero uno ITF, Taylor passò al professionismo a soli 15 anni.

Tuttavia, a causa della sua condizione fisica troppe volte considerata in passato non appropriata ai parametri della federazione tennis statunitense (la giovane, un metro ed ottanta di altezza, pesa circa ottanta chili), Taylor Townsend si è trovata troppo spesso la carriera compromessa da inutili e spregevoli pregiudizi: “Per quanto mi ricordo, non c’è mai stato un momento in cui non sia stata vittima di critiche”, ha rivelato a ‘Behind the Racquet”, la rubrica curata dal tennista Noah Rubin.

“All’età di due anni sono stata esclusa da un corso di tennis perché considerata troppo grassa, troppo pigra e quindi non idonea a ricevere un insegnamento. Non ho idea di come si possa stabilire una cosa del genere semplicemente guardando un bambino.

Fin dal principio, le persone guardavano al mio stato fisico e di conseguenza si facevano un’idea delle mie abilità pratiche prima ancora che io scendessi a giocare. Il campo da tennis era il mio luogo felice, un posto in cui mi sentivo libera e in cui le opinioni non contavano”.

All’età di 14 anni, con la speranza di migliorare ulteriormente il proprio gioco ed il proprio tennis, la Townsend si trasferì in Florida. Lì, dopo una brutta sconfitta in un ITF, confessò allo stesso Noah Rubin: “Non credo di essere tagliata per essere una giocatrice di singolare.

In doppio vinco tutto, ma in singolare nemmeno una partita. Forse il mio destino è stato già scelto per me”. Dopo solo una settimana, la giovane di Chicago trionfò nel primo ITF della carriera in quel di Tulsa e poi anche agli Australian Open junior: “Da quel momento la mia vita è cambiata e quel successo che desideravo da così tanto – e che sembrava così lontano – finalmente era arrivato.

Sono diventata professionista a 15 anni e poco dopo mi sono trovata ad affrontare dei problemi che non avrei mai immaginato”. Infatti, Taylor scoprì presto che la sua stessa madre stava usando i suoi profitti professionali per scopi personali: in poche parole, la stava derubando.

“Sono tornata ad Atlanta e mi sono circondata di persone che sapevo sarebbero state al mio fianco”, ha detto Taylor. “E’ stato un percorso molto difficile arrivare al punto in cui mi trovo adesso, ma non lo cambierei.

Le esperienze nel sentirsi sempre dire di no, di non corrispondere all’ ‘immagine ideale’ della tennista professionista, l’ essere svergognata a livello mondiale per la mia condizione fisica, la lotta contro la depressione ed i problemi nel relazionarmi con le persone … tutto questo mi ha dato la forza di alzarmi in piedi e di pensare a me stessa.

Questa è ciò che sono, prendere o lasciare. Sono orgogliosa di ciò che sono diventata e sono entusiasta di vedere cosa mi aspetta in futuro”.