Sinner: "Sono simpatico, ma i miei avversari devono sentire pressione"


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Sinner: "Sono simpatico, ma i miei avversari devono sentire pressione"

Jannik Sinner è stata una delle più grandi sorprese di questo 2019 tennistico. Il giocatore altoatesino ha guadagnato prepotentemente la top 100 all’età di 18 anni e deliziato il pubblico italiano alle Next Gen ATP Finals di Milano, dove ha battuto in finale Alex De Minaur.

Uno dei segreti di Sinner è sicuramente Riccardo Piatti, che ha accolto il classe 2001 nella sua Accademia di Bordighera. "Una volta ho chiesto a Sinner chi è il migliore allenatore al mondo. Lui mi ha risposto che ero io.

Io gli ho detto che era lui stesso" , ha dichiarato Piatti a Sportweek. "Io gli do solo i mezzi per risolvere i problemi, anche in gara. Quest’anno ho fatto un sacco di fatica per trovargli le wild card per farlo giocare.

Erano problemi che poi lui doveva risolvere. Quello che mi piace è prenderli da piccoli e farli crescere. Sinner l’ho portato qui cinque anni fa. All’inizio stava a casa di Luca, uno dei nostri maestri, lo curava la moglie e gli facevano compagnia i due figli e il cane.

Il principio del nostro centro è insegnare la tecnica corretta. Sinner ha lavorato moltissimo su questo aspetto”. Sinner ha invece raccontato della sua esperienza da sciatore. "L’importante per i miei era farmi fare qualcosa.

Stancarmi. Perché non stavo mai fermo. Lo sci non mi piaceva tanto. Mi facevano un po’ paura quelle pendenze. Avevo l’ansia di farmi male. Sono un ragazzo simpatico fuori dal campo. Ma i miei avversari devono sentirsi sotto pressione ancora prima che la partita inizi”.