Berrettini vive a Monte Carlo: "A Roma non potevo più andare al ristorante"


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Berrettini vive a Monte Carlo: "A Roma non potevo più andare al ristorante"

Matteo Berrettini è pronto per il suo esordio alle ATP Finals contro il 16 volte campione Slam Novak Djokovic. Il tennista italiano è stato protagonista di una stagione fantastica: ha vinto i tornei di Stoccarda e Budapest, raggiunto le semifinali agli US Open, guadagnato la top ten e chiuso all'ottavo posto della Race to London.

In un'intervista esclusiva al Corriere della Sera, Berrettini ha parlato delle sue prossime sfide e degli obiettivi futuri. "Dopo Roger Federer a Wimbledon e Rafael Nadal a New York, ecco Nole. Sono pronto, emozionato ma pronto.

Provare gratitudine per tutte le meraviglie che mi sono successe quest’anno non significa sedersi. Sarò competitivo. Da n.54 a n.8 in dieci mesi? Mi piace prendere appunti sull’iPad, l’ho scritto nel mio diario proprio l’altro giorno: questo ottovolante mi fa girare la testa ma mi piace.

Sulla felicità sto lavorando con Stefano, il mio mental coach. Lo spazio per gioire va per forza ritagliato: la sera in cui a Parigi ho perso con Tsonga mi sono imposto di aprire una bottiglia di champagne. Al di là del risultato, era il giusto riconoscimento a me stesso.

Mi sono scoperto di più di quello che credevo di essere. Mi sapevo già determinato, cazzuto, un atleta vero. Ma le difficoltà degli US Open mi hanno fatto capire che ho tante cose dentro. Sono contento che stia uscendo anche il mio lato umano, perché io sono un tipo che tende a tenersi tutto dentro.

Far venire fuori chi sono è la mia forza. Vincenzo Santopadre, mio coach da dieci anni, mi ha cresciuto così: prima viene l’uomo, poi il tennista. Se sono così è perché la mia famiglia è così.

Il mio mental coach ha scoperto la mia anima prima di me, ma pian piano ci sto arrivando anch’io. Oltre ai dritti e ai rovesci, metti in campo chi sei. E la vita vera, comunque, è fuori dal tennis" A Berrettini è stato poi chiesto quale fosse stata l'emozione più grande provata in questo 2019.

"Il match con Nadal agli Us Open. Tutto il percorso a New York è stato pazzesco. Se penso al quarto di finale con Gael Monfils ho ancora i brividi. I match point, il doppio fallo, 7-6 al quinto... tutto incredibile"

Berrettini si è infine soffermato sulla relazione con la sua nuova ragazza, ovvero la tennista australiana Ajla Tomljanovic. "Ajla ha un animo buono, direi addirittura puro, che ho dovuto scoprire per gradi. Per sua educazione e cultura, aveva messo su una scorza: mi ha intrigato partire alla ricerca, andare oltre.

E quello che ho trovato mi ha colpito. Ci si capisce al volo. Martedì atterrerà qui a Londra, è venuta a Vienna: comprende i miei tempi, non mi assilla, sa che quando non sono con lei sono impegnato a fare ciò che serve a un tennista"

Infine sulle critiche ricevute per essersi trasferito da Roma a Monte Carlo: "Faccio fatica a vederlo come un difetto. Roma è diventata difficile da gestire: non posso più andare al ristorante. Se uno vuole andare all’estero, che male c’è? Chi mi attacca non mi conosce, non sa chi sono. Alle critiche sono abituato: con quel dritto e quel rovescio non vai da nessuna parte ragazzino, mi dicevano».