Berrettini: "L’obiettivo non è solo vincere, ma essere un esempio"


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Berrettini: "L’obiettivo non è solo vincere, ma essere un esempio"

Ormai manca solo una settimana alle ATP Finals di Londra, e tutta la curiosità e la speranza del popolo azzurro si concentrano sulle spalle di Matteo Berrettini. Il classe ’96 si è reso protagonista di una stagione capolavoro, suggellata dalla semifinale a New York e da una qualificazione, quella per le Finals, che solo sei mesi fa appriva una mera utopia.

“Faccio fatica a realizzare, e non dico per dire” ha detto Matteo in una lunga intervista concessa a La Stampa. “Io mi sento lo stesso di sempre, poi guardo la classifica… Già mi faceva strano stare fra i primi 50, ora sono fra i primi 10”.

Il fatto di essere così in vetrina, almeno in Italia, non solo non lo spaventa ma anzi lo responsabilizza. “Con il mio mental coach Stefano Massari, fin dall’inizio l’obiettivo era questo: non solo vincere partite, ma essere un esempio” ha infatti spiegato Berrettini.

Adesso le aspettative su di lui sono cresciute esponenzialmente, tanto che si comincia a parlare addirittura di un obiettivo Slam nel 2020: ma anche questo non lo preoccupa. “Io non gioco per fare contenti gli altri, gioco per me stesso, il mio team, la mia famiglia” ha commentato il tennista romano.

Non poteva mancare un riferimento al suo concittadino, Adriano Panatta. “Non l’ho mai visto giocare: non ero nato. Però sì, sono cresciuto con la “divinizzazione” di Panatta. Tennista, romano come me, era inevitabile”.

E infine alla sua fidanzata, la bella Ajla Tomlianovic: “L’altro giorno mi ha detto: ‘sapevo che giocavi bene, ma non così tanto bene’. ‘Ah, grazie’, le ho risposto” ha concluso Matteo.

Photo Credit: Getty Images