Stefan Edberg di nuovo nel circuito come coach?


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Stefan Edberg di nuovo nel circuito come coach?

Il giovane tennista svedese di origini etiopi Mikael Ymer, impegnato in questa settimana nelle sue prime ATP Next Gen Finals, ha rivelato da Milano la concreta possibilità di lavorare a fianco del connazionale Stefan Edberg durante la off season che lo preparerà per la stagione 2020: “Ne avevamo già parlato in passato”, ha detto Ymer.

“Non abbiamo mai avuto l’occasione di farlo accadere. Lui è uno dei miei idoli. Gli ho detto che mi farebbe piacere allenarmi con lui nella preseason se entrambi avessimo il tempo. Mi ha risposto che sono sempre il benvenuto.

Mi piacerebbe davvero molto. Lo chiamerò presto”. Ymer, che quest’anno ha vinto quattro titoli del circuito Challenger ed è passato dal numero 196 del ranking di inizio gennaio al 74° di questa settimana, sta vivendo senza dubbio la migliore stagione della propria (fin'ora breve) carriera.

“Non ho avuto la possibilità di parlare con altri ex tennisti svedesi”, ha proseguito il giovane. “Mi piacerebbe farlo. Ma, di tutti gli atleti che ho incontrato e conosciuto, Stefan è il migliore, il più figo.

Il suo atteggiamento e la sua umiltà pur essendo una delle leggende di questo sport sono un’ispirazione per me. Tratta tutti allo stesso modo ed è sempre stato molto gentile, non solo con me ma anche con la mia famiglia”.

La Svezia, produttrice di numerosi campioni di tennis nel passato, attualmente vive invece un momento piuttosto infelice sotto questo punto di vista: Ymer è infatti solo il primo giocatore svedese ad entrare tra i primi cento del mondo da Robin Soderling nel 2011.

Naturalmente, come sempre in questi casi, c’è già chi è pronto a definirlo il nuovo Borg o il nuovo Edberg: “E’ fantastico per il tennis aver avuto delle leggende”, ha commentato Mikael.

“Ma cerchiamo di fare del nostro meglio senza fare troppi paragoni perché credo che questo sarebbe molto, molto stupido e significherebbe guardare fin troppo in avanti. I campioni non crescono sugli alberi. Realizzare ciò che hanno fatto loro è semplicemente un sogno.

Devo solo imparare e cercare di fare del mio meglio. Se riuscissi anche solo a realizzare il 10% dei loro risultati, sarei felice. Continuerò a cercare di dare il meglio di me stesso”.