Sinner punta alla vetta: "Non ho paura a espormi e non è presunzione"


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Sinner punta alla vetta: "Non ho paura a espormi e non è presunzione"

Jannik Sinner è un uomo. Vivaddio ancora imprigionato nel corpo di un bambino. Il talentino altoatesino, che nel corso della stagione ha ritoccato la stragrande maggioranza dei record di precocità, di certo non ha mai nascosto le ambizioni.

E a una manciata di settimane di distanza ha ribadito la volonta di voler raggiungere la vetta del ranking. "Non ho paura a espormi e non è presunzione" - ha confessato in un'intervista concessa a Il Giornale - "Quando hai le persone giuste accanto sai che puoi mettere a frutto il tuo carattere.

Il mio è di cercare di ottenere quello che voglio. Io so che il potenziale c'è e Riccardo [Piatti] ci crede. E lui di campioni ne ha visti e allenati tanti" Ambizioso, certo, ma anche consapevole. Dopo prima la semifinale ottenuta tra i grandi (ad Anversa) e l'ingresso tra i primi cento giocatori del mondo non ha cambiato programma: "Devo migliorare.

In tutti i colpi. La testa è invece l'unica cosa che puoi controllare, tante volte non controlli i colpi o l'avversario. Ma la testa è sempre con te" Jannik sta imparando a dare il giusto valore alle vittorie e soprattutto alle sconfitte.

Ed evidentemente anche alla pressione. "Quando ho battuto Monfils ad Anversa ho compreso il mio potenziale. Le sconfitte servono a imparare, non a caso metto la partita con Wawrinka agli Us Open come una delle mie migliori.

É stato un test. Io un predestinato? Non mi pesa, però lo so. Devo saperlo gestire" Sinner ha ora nel mirino le Next Gen Finals. Massiccio il gruppone formato da Tiafoe, Humbert e Ymer.