Adriano Panatta: “Matteo Berrettini il mio erede. A Londra può far bene”


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Adriano Panatta: “Matteo Berrettini il mio erede. A Londra può far bene”

Adriano Panatta, classe 1950, è senza ombra di dubbio uno dei più forti tennisti italiani di sempre. Con la sua vittoria nel 1976 agli Internazionali di Roma, al Roland Garros e nella finale di Coppa Davis, Adriano ha raggiunto la quarta posizione della classifica mondiale e ha scritto, così, la storia del tennis nostrano.

Oggi, è un altro giocatore romano a scrivere un’ulteriore pagina della storia italiana di questo sport: il ventitreenne Matteo Berrettini, che nel 2019 ha raggiunto la semifinale degli Us Open, la top 10 (è attualmente numero 8 del mondo) e la sua prima storica qualificazione alle Nitto ATP Finals di Londra, il terzo italiano a riuscirci dopo lo stesso Adriano Panatta e Corrado Barazzutti.

“Se lo merita”, ha detto Adriano, intervistato per il Corriere della Sera, “da n. 54 del mondo a n. 8 in dieci mesi, nemmeno io e Corrado abbiamo avuto periodi così felici. Il grande valore di Matteo è il gap che ha colmato.

Mi piacciono la sua educazione e il rispetto che ha per gli avversari. Gioca un tennis moderno. Presenza fisica imponente, servizio e dritto”. Secondo Panatta, è Matteo il suo vero erede tennistico e a Londra avrà la concreta possibilità di aggiungere ancora qualcosa di più alla sua stagione, che già oggi è magnifica: “Sì, il mio erede è Berrettini.

Se recupera energie prima di Londra, stacca con il tennis per un paio di giorni e si presenta a Londra senza nulla pretendere, farà bella figura”. Alle Finals, come già anticipato, si qualificò una volta anche lo stesso Panatta: nel lontano 1975, quando si giocava a Stoccolma e la competizione ancora si chiamava ‘Masters Grand Prix’.

In quell’edizione, purtroppo, Adriano non riuscì a superare la fase a gironi avendo perso tutte le sue partite e il torneo fu vinto in finale da Ilie Nastase: “Ebbi un attacco micidiale di emorroidi! Una sofferenza atroce.

Contro Ashe, Nastase e Orantes fu già un miracolo scendere in campo”, ha rivelato oggi l’ex numero 4 del mondo.