Barazzutti: “Allenare Fabio Fognini e Matteo Berrettini? Un privilegio”


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Barazzutti: “Allenare Fabio Fognini e Matteo Berrettini? Un privilegio”

Di certo l’anno che si sta per concludere, noi italiani, non lo dimenticheremo mai. La grande vittoria di Fabio Fognini a Montecarlo (dove è riuscito a sconfiggere anche un certo Rafael Nadal), il suo ingresso per la prima volta tra i primi dieci giocatori del mondo, le semifinali agli Us Open e a Shanghai di Matteo Berrettini, la sua conseguente ascesa al numero 11 del ranking ATP e a primo giocatore italiano: basterebbe già questo per poter tranquillamente affermare che quella che si avvia alla conclusione sia stata una delle stagioni più felici del tennis italiano degli ultimi anni.

Eppure, in tutto questo abbiamo poi anche il primo successo di Lorenzo Sonego sull’erba turca di Antalya, il sorprendente trionfo di Lorenzo Musetti agli Australian Open juniores e i primi preziosi punti ATP conquistati dal giovanissimo Jannik Sinner, futura stella del tennis a venire.

Insomma, un’annata da incorniciare per i colori italiani. E ora, le Davis Cup Finals di Madrid. L’Italia se la vedrà nel Gruppo F con gli Stati Uniti e il Canada: due sfide molto difficili, ma con due giocatori Top 15 in grande forma che si stanno anche giocando l’accesso alle Finals di Londra sognare è più che lecito.

Corrado Barazzutti, capitano della nazionale italiana e vincitore dell’insalatiera nel 1976, ha detto: “In questo momento siamo una delle nazioni meglio piazzate in campo maschile e la rivalità tra Fabio e Matteo è positiva.

I due ragazzi si stimano e sono amici, per me è una grande fortuna averli in squadra. E alle loro spalle abbiamo altri giocatori competitivi ai massimi livelli. Sono convinto che a Madrid avremo un grande team, solido e compatto con tanta scelta”.

Secondo Barazzutti, uno dei motivi alla base dell’enorme fioritura registrata negli ultimi anni nel tennis maschile italiano risiede nella maggiore qualità degli insegnanti e dei maestri di tennis: “Ora sono tanti, molto bravi e competenti.

I giovani stanno crescendo grazie alle loro qualità, è ovvio, ma anche grazie a questa sinergia con la federazione che mette a disposizione dei giocatori tutto ciò che serve per rendere al meglio. Questo lavoro di squadra sta funzionando, si è creato un circolo virtuoso e i risultati sono sotto gli occhi di tutti”.