I rimpianti di Berrettini: "Vincere il primo set avrebbe significato tanto"


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I rimpianti di Berrettini: "Vincere il primo set avrebbe significato tanto"

Matteo Berrettini ha dei piccoli rimpianti riflettendo sulla sua sconfitta per 7-6 6-4 6-1 contro Rafael Nadal in semifinale degli US Open. Quel vantaggio di 4-0 nel tie-break del primo set ancora brucia: "Vincere il primo set avrebbe significato tanto.

Sul 6-4 il mio dritto si è fermato sul nastro e sono stato un po' sfortunato. Sul 6-5 abbiamo giocato uno scambio incredibile. Ero sulle ali dell'entusiasmo. Ma soprattutto con lui, essere in svantaggio di un set dopo più di un'ora è dura.

Ma nonostante lui abbia avuto molte possibilità sul mio servizio, sentivo di giocare bene. Ho giocato bene alcuni punti importanti" Su cosa ha rappresentato per lui giocare contro Nadal sull'Ashe: "L'ultima volta che ho affrontato uno dei primi tre (Federer a Wimbledon, ndr) non è andata molto bene.

E' stata un'esperienza incredibile e ho imparato molto da quel match. Qui ero più pronto e lo sarò ancora di più la prossima volta che affronterò Rafa perchè non lo avevo mai affrontato nemmeno in allenamento.

Non sapevo molto cosa aspettarmi" L'umiltà e la capacità di stare coi piedi per terra è la dote migliore di Matteo, che alla domanda su cosa abbia imparato da questo torneo, ha risposto: "Tante cose.

Prima di tutto, sto ancora imparando a capire com'è il tennis. Sono arrivato qui senza tanta fiducia, reduce da un infortunio e da un brutto match a Cincinnati. Sto imparando ad essere pronto perchè ogni partita è importante e ogni punto è importante.

Quando ho l'atteggiamento giusto, posso giocarmela con tutti ed essere pericoloso" Ora è numero nove nella Race a un passo dalle ATP Finals di Londra: "Me lo avevano già chiesto ad Halle e ridevo come rido ora.

E' qualcosa di pazzesco. 9 è un grande numero. Non posso dire che sia una priorità ora perchè non lo era a inizio torneo. Giocherò gli stessi tornei, San Pietroburgo e poi Pechino e Shanghai"