Matteo Berrettini: "Amo il tennis. Nadal? E' il più grande lottatore"


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Matteo Berrettini: "Amo il tennis. Nadal? E' il più grande lottatore"

Matteo Berrettini è in semifinale agli US Open dopo l'emozionante vittoria su Gael Monfils. "Non avevo mai vinto una partita agli Us Open, questo era il mio secondo anno nel tabellone principale. Ho avuto tante opportunità nel corso della partita.

Ho servito per il match, ho avuto due match point e poi ha giocato un ace. Una lotta incredibile. Sarò pronto per la prossima partita ma devo godermi questo risultato. È bello vedere tutti qui, il mio coach che è come un parente, la mia famiglia, il mio manager.

Ho ricevuto migliaia di messaggi. È un sogno che avevo fin da bambino" Berrettini menziona spesso il lavoro che fa col suo mental coach: "Sembra che i tennisti vadano in campo per allenarsi e basta ma non è così semplice.

Il tennis è un mio lavoro ma è anche la mia passione. L'ho scelto perché lo adoro. Cerco di godermi ogni allenamento anche se va male. Provo ad imparare sia fuori che dentro il campo. I miei genitori mi hanno portato sul campo da tennis fin da piccolo, quindi non è stato difficile iniziare ad avere una racchetta in mano.

Ma è stato a 7-8 anni che mio fratello, che compirà 21 anni a novembre, mi ha detto 'Vieni a giocare, ti divertirai' Io non ne ero sicuro, poi sono andato e non ho più finito" Sulla prossima partita contro Rafael Nadal: "Ho visto migliaia di partite di Rafa.

È il più grande lottatore della storia. Nel 2005 trasmisero la finale di Roma contro Coria in chiaro, i miei compagni di classe la videro e mi chiesero: 'Ah, quindi è questo lo sport che pratichi'

E io: 'Sì. Sogno di vincere nel tennis" Berrettini sente che per certi versi New York, dove risiedono tantissimi italiani, sia simile a Roma: "Giocare al Foro Italico è sempre difficile per noi italiani.

Ricordo il primo match contro Fabio Fognini, ho iniziato con un doppio fallo simile a quello che ho giocato contro Monfils oggi sul 5-4. Ma sento il loro grande sostegno" Infine sui suoi ricordi di Flushing Meadows da spettatore: "Nel 2015 Roberta e Flavia giocarono la finale, io ero impegnato in un torneo Future.

Il presidente del Coni Giovanni Malagò era lì. Sicuramente anche Francesca e Sara sono state un'ispirazione. Ci hanno aperto il cammino. Hanno vinto non so quante Fed Cup quindi spero di battere i loro record. Flavia mi ha mandato un messaggio oggi ed era veramente contenta per me. Mi ha detto di non fermarmi"